Così i Consiglieri Antonio Platis, capogruppo Forza Italia in Provincia e Mauro Neri, capogruppo FI in Ucman nel pieno del dibattito in corso sull'ospedale di Mirandola riacceso dalla decisione dell'Ausl di Modena, di sospendere a tempo indeterminato i parti presso il punto nascita, facendo temere per una sua definitiva chiusura.
Uno stop, quello del punto nascita, che se confermato definitivamente porterebbe alla perdita di altri servizi ospedalieri. Pieve di Coriano, nel dibattito sul potenziamento e lo smantellamento delle sedi ospedaliere, ha sempre avuto un significato importante nel rapporto con Mirandola, non solo per vicinanza geografica. Specialisti nel campo dell'ostetricia e della ginecologia un tempo operanti sull'area nord della provincia di Modena e a Mirandola hanno operato e operano in quell'ospedale nel quale anche molte gestanti mirandolesi seguite dagli stessi specialisti si sono recate a partorire. Un processo che funzionava al contrario, ovvero dal mantovano verso Mirandola, quando gli specialisti erano a Mirandola.
'Purtroppo nel tempo - affermano i Consiglieri Platis e Neri - l'Area Nord è stata svuotata con un evidente e chiaro disegno politico: portare risorse e personale da Mirandola agli altri ospedali e creare i presupposti per togliere la rianimazione h24, poi la pediatria e infine la chirurgia di medio livello. Insomma il Santa Maria Bianca, se non viene stoppato il disegno di Bonaccini, sarà un poliambulatorio in pochi anni. Il tutto mentre questa Regione spreme con il payback 180milioni di euro alle imprese biomedicali del territorio. Il buco dell'Ausl di Modena è di 118,5 milioni per il 2022 e le aziende dell'Area Nord daranno 1 volta e mezza il disavanzo. Il silenzio del PD è irrispettoso, ingiustificabile e vergognoso verso un comunità trattata come un'arancia: spremuta fino all'ultima goccia e gettata nei rifiuti'.



