Lo segnala oggi la stessa azienda leader nella produzione di pizze surgelate, dopo le critiche ieri di Si Cobas e categorie Cgil sul forfait di azienda e coop in appalto, oltre che della sigla Uil, al tavolo a Roma col sottosegretario Claudio Cominardi per fare il punto su contratti e appalti nello stabilimento di San Donnino.
Leggendo i verbali, tutte le parti erano state invitate ieri al tavolo col sottosegretario, e solo quelle in questione non ci sono andate, ma corregge l'azienda: 'Italpizza, nell'avvisare preventivamente ministero e Prefettura, ha ribadito per l'ennesima volta che, conformemente ad altre aziende e sindacati, non partecipera' mai a incontri o tavoli alla presenza dell'organizzazione Si Cobas, per gli evidenti motivi di ordine pubblico di cui sono portatori'.
Secondo il gruppo, lo stesso esito della riunione di ieri confermerebbe che 'Italpizza sta operando nella regolarita' e nel rispetto delle norme, e che e' anticostituzionale obbligare una societa' ad applicare un contratto di lavoro anziche' un altro'.
A Italpizza preme piu' che altro quello che chiama 'tavolo di concertazione', ossia quello con industriali e sindacati confederali dal quale 'la Flai-Cgil e' uscita incomprensibilmente', secondo l'azienda. Il prossimo incontro del tavolo e' fissato comunque per il 20 maggio: 'La porta per la Cgil e la Flai e' sempre rimasta aperta e ben venga il proprio contributo costruttivo', insiste Italpizza, ben sapendo che, nel caso, i Si Cobas si ritroverebbero di nuovo piu' soli.
E' chiaro che l'apertura alla posizione nei fatti inconciliabile della CGIL che ha sempre ribadito e posto come condizione l'applicazione del contratto nazionale di lavoro al posto del multiservizi applicato dalle cooperative di lavoratori in forza ad Italpizza, ha il malcelato obiettivo di scardinare l'asse che negli ultimi mesi ha avvicinato la protesta della CGIL, in tutte le sue tre articolazioni (Fit, Filcams e Flai), a quella dei Si Cobas. L'imperativo categorico è quello di delegittimare i Si Cobas, identificandone ruolo e attività sempre e comunque nell'alveo dei problemi di ordine pubblico, e non in quello delle relazioni sindacali, perché l'identificarli come soggetti interlocutori con legittimità al pari di quella dei confederali, in uno stesso tavolo, significherebbe aprire vertenze enormi all'interno delle aziende e delle cooperative in appalto che al loro interno hanno numerosi iscritti ai Si Cobas.
In casa Cgil, tuttavia, la versione e' un'altra.
Nel cuore dei problemi avvertiti nello stabilimento, ad esempio, la Cgil al completo (Camera del lavoro e categorie Flai, Filcams, Filt) ha chiesto il 4 aprile un incontro formale alla controparte aziendale sulla base di un ordine del giorno che recita: quantita' di infortuni e malattie professionali, rischi connessi ai movimenti ripetitivi, olio vaporizzato nella sala 'prima cottura', spazi angusti e ristretti sulla linea 4.
E nel frattempo la vertenza Italpizza mostra le distanze e divergenze all'interno della coalizione che sostiene il candidato sindaco Giancarlo Muzzarelli. Con da un lato la lista Sinistra per Modena, che si mostra critica verso Italpizza, scrivendo: 'Grave diserzione da parte dell'azienda, al tavolo di confronto tra le parti convocato al ministero dello Sviluppo economico.
Dall'altro, nella stessa coalizione, la lista + Europa, che al suo interno, nella componente di CambiaModene vede il consigliere uscente Antonio Montanini, da sempre attivo nel difendere la causa dell'azienda e all'interno della stessa lista anche la delegata sindacale UIL all'interno dell'azienda



