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La Bretella Campogalliano-Sassuolo: storia di un fallimento politico che dura da 30 anni

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Dallo studio di fattibilità del 1988, passando per ricorsi, progetti abbandonati, costi raddoppiati ed improbabili promesse


La Bretella Campogalliano-Sassuolo: storia di un fallimento politico che dura da 30 anni

Giovedì primo giugno è stato presentato il progetto definitivo del collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo, la cosiddetta Bretella. Un progetto atteso e promesso da 30 anni.

Basta pensare che una delle ultime volte in cui venne annunciato il progetto definitivo, con finanziamenti e tempi certi, risale a 10 anni fa, quando l'allora Presidente della Provincia Emilio Sabattini (oggi promosso alla Presidenza dell'omonima società di gestione), si dichiarò molto soddisfatto per l'accordo raggiunto tra il governatore Vasco Errani e l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi,  che aveva fissato al 29 febbraio 2008 il termine ultimo entro il quale sottoporre all’approvazione del Cipe il progetto definitivo. Una vicenda che negli anni ha assunto i toni e i tratti di una telenovela. Se non fosse che la realtà supera la finzione. 
Partita nel 1988 e non ancora conclusa. Quindici chilometri. Quindici. Tutti in pianura, quasi tutti diritti. Che se si voleva davvero aprire e chiudere bastava una stagione, mica 30 anni, modello Beautiful. 
Con un'altra similitudine con le serie TV  di lungo corso. Quella di avere gli stessi protagonisti politici o d'apparato: da Errani a Sabattini, da Muzzarelli a Pattuzzi. Gli stessi che negli ultimi 20 anni hanno annunciato, celebrato criticato e smentito loro stessi almeno 5 volte a testa. Ospitando a turno governanti di centro destra e di centro sinistra. Ministri, sottosegretari. Tutti accomunati dalle uniche promesse e oggi tutti accumunati dallo stesso fallimento. Perché dopo 30 anni di progetti fatti e disfatti, di bocciature, di stop, di ricorsi, di rimpalli di responsabilità, di spese raddoppiate, di impegni e scadenze mai onorate, di questo, ormai senza appello, si tratta: di un fallimento politico.
Perché lo scempio nuovamente documentato da La Pressa in questi giorni e lo spreco dell'abbandono dei 260 mila metri quadri dello scalo merci di Marzaglia, mai aperto (e la cui apertura prevista dopo reiterati ritardi nel 2010 doveva andare in parallelo con quella della Bretella), testimoniano solo e soltanto questo: un fallimento. Della politica e della governance, soprattutto locale. Di quella stessa politica che oggi torna per l'ennesima volta a ripetere e a promettere nuovamente lo stesso progetto definitivo. Con la scusa di avere perso altro tempo a causa delle modifiche. Perchè dopo 20 anni ci si è accorti che forse erano previsti troppi caselli, anzi che erano previsti i caselli. Immemori che dopo 20 anni di annunci,  dieci anni fa Sabattini aveva solennemente annunciato: 'Ora ci siamo, monitoreremo sul rispetto dei tempi perchè ne va della credibilità delle istituzioni'. Credibilità oggi perduta ma ugualmente premiata. Visto che Sabattini è stato promosso alla Presidenza della Società Campogalliano Sassuolo, il soggetto incaricato di monitorare il progetto e garantirne la realizzazione.  E questa mattina, la nuova attesa puntata della nuova stagione.

30 ANNI DI RINVII ED IMPEGNI NON MANTENUTI

Il collegamento autostradale Campogalliano–Sassuolo è un’opera prevista dal Prit, il Piano regionale integrato dei trasporti approvato nel 1999, e dall’intesa generale quadro firmata nel dicembre 2003 fra Stato e Regione Emilia Romagna, con una spesa prevista di 284 milioni e 767 mila euro e una copertura finanziaria Cipe 2001 di 175 milioni e 595 mila euro.

Ma del del collegamento tra la A22 e la Pedemontana a Sassuolo già si parlava nel nel 1988, anno in cui risale il primo studio di impatto ambientale, realizzato dalla Società Autobrennero in collaborazione con la Provincia di Modena, al quale seguì un progetto di massima presentato nel 1992.

Nel 2001 Autobrennero spa approvò un progetto preliminare (costo previsto 340 miliardi di lire, circa 176 milioni di euro) dopo che, negli anni precedenti, si era dichiarata disponibile a realizzarla inserendo l’importo nel Piano finanziario che, però, sarebbe stato attivato solo in caso di rinnovo della concessione autostradale.

Il Governo, invece, ha scelto di porre la realizzazione dell’intervento a carico dell’Anas inserendo l’opera nella Legge Obiettivo, senza prevedere però la copertura finanziaria.

Nel giugno 2004 l’impresa Pizzarotti avanzò la richiesta di realizzare l’intervento utilizzando proprio la Legge Obiettivo attraverso lo strumento del “Project financing”, con la conclusione dei lavori prevista nel 2008. Nell’autunno 2004, però, il ministro Lunardi confermò la scelta di assegnare l’opera all’Anas,. Il Cipe, nel marzo 2005, approvò il finanziamento.

Il 15 febbraio 2005 Pizzarotti presentò ad Anas una proposta aggiornata del progetto, strutturata su un nuovo piano economico e finanziario. Il 20 febbraio 2005 una delibera del cda Anas dichiarò l’assenza del requisito della pubblica utilità e l’1 dicembre 2005 approvò il progetto definitivo da realizzare tramite concessione, per una spesa complessiva di 467 milioni di euro. Contro questa decisione Pizzarotti presentò ricorso al Tar del Lazio, accolto il 24 ottobre dello stesso anno.

L'allora Presidente della Provincia Emilio Sabattini prese carta e penna e scrisse all'allora Ministro Antonio Di Pietro (passato da mani pulite alla politica di governo), chiedendo di riprendere in mano la questione: 'Il territorio modenese - disse Sabattini - non può attendere oltre la realizzazione di un’infrastruttura strategica attesa da decenni».

Il 16 novembre 2006 il ministero delle Infrastrutture, in sede di rivisitazione del 1° programma delle opere strategiche, propose ad Anas il ricorso al project financing per la realizzazione della bretella.

Il passaggio successivo si ebbe nel dicembre del 2007 quando lo stesso Sabattini si gongolò ai microfono dei giornalisti, dichiarandosi molto soddisfatto dell'accordo sottoscritto a Roma dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.  Nell’accordo fu indicata la data del 29 febbraio 2008 quale termine entro il quale sottoporre all’approvazione del Cipe il progetto definitivo della bretella come collegamento autostradale. Nell'occasione Sabattini indicò anche la «priorità del tratto autostradale da Campogalliano a Marzaglia, indispensabile in considerazione della prevista apertura dello scalo ferroviario». Lo stesso ancora oggi, 1 giugno 2017, è chiuso. Eppure Sabattini, a quel tempo tuonò: 'Monitoreremo i tempi perché su questa vicenda ci giochiamo in modo definitivo la credibilità delle istituzioni».

Nel marzo del 2008 Sabattini annuncio: 'Dalle promesse siamo passati ai fatti, finalmente». Motivo della soddisfazione l'approvazione, da parte del Cipe, del primo stralcio del progetto della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, con un finanziamento di 232 milioni di euro.

Nel luglio del 2009 il Cipe sblocca 234 milioni di euro per la realizzazione dei lavori del primo stralcio del collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo tra il nuovo scalo merci di Marzaglia e la ricucitura tra la tangenziale di Modena e Rubiera. E viene rimandata all'autunno la scelta per il resto dell'opera (collegamento con Sassuolo).

Cambia il governo e ministro delle infrastrutture è Matteoli, che Sabattini sollecita sui tempi nel settembre del 2009: 'La realtà - aggiunge Sabattini - è che il ministro non ha ancora comunicato la data di inizio lavori per il primo stralcio della Bretella, quello che costituisce l'indispensabile raccordo con lo scalo merci. E non ci sono notizie definitive neppure sulle risorse economiche».

Nulla procede e l'estate successiva (2010) gli amministratori locali (Il Presidente della provincia Sabattini, il Sindaco di Modena Pighi e l'Assessore regionale Peri) sono protagonisti di un inutile tavolo romano, per sollecitare gli interventi.

Saltiamo altri 6 anni di nulla, ovvero di nulla di fatto e arriviamo al gennaio del 2016.  A quasi 30 anni dal primo studio di fattibilità gli amministratori devono ancora mettersi d'accordo sui tratti a pagamento e sui caselli.  

In veste di Presidente della Provincia, Giancarlo Muzzarelli, incontrando il ministro delle infrastrutture Delrio, ed il Presidente della Regione, afferma che il progetto della Bretella Campogallino-Sassuolo deve essere modificato perché quello approvato non tiene conto degli accordi presi in precedenza soprattutto per quanto riguarda i caselli di accesso e l'ingresso libero nel tratto da Rubiera alla tangenziale di Modena». Modifiche che vengono recepite da Regione e Governo.

Nel luglio dello scorso anno lo stesso ex Presidente della provincia Emilio Sabattini, nel frattempo diventato presidente di AutoCS (Autostrada Campogalliano-Sassuolo) società incaricata di realizzare e gestire l'infrastruttura, annuncia che 'entro l'estate partiranno le indagini preliminari nel territorio attraversato dalla bretella Campogalliano-Sassuolo che avviano la procedura per la realizzazione del progetto esecutivo dell'opera. 

Passerà quasi un altro anno. Siamo al 30 maggio scorso quando tra le mail delle Regione spicca questa: 'E’ pronto il progetto di realizzazione della Bretella Sassuolo-Campogalliano, l’asse stradale lungo 15 chilometri che mette in collegamento la Pedemontana con l’autostrada A22. 
L’appuntamento per la presentazione è a Sassuolo giovedì 1 giugno, alle ore 10.30.
All’incontro partecipano il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Clicca qui per il resoconto della giornata

 Gianni Galeotti

 

 



Redazione La Pressa
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