La recente presentazione dei 20 anni dalla fondazione dell'ospedale di Sassuolo, posto in una rete ospedaliera regionale e provinciale organizzata nel cosiddetto modello Hub & Spoke, ha offertto l'occasione per fare il punto sulla riorganizzazione dell'assistenza sanitaria e ospedaliera della Regione e della provincia. L'ospedale di Sassuolo si pone, in questa rete, come HUB territoriale, per l'area sud, quella pedemontana e montana, riferimento per gli ospedali Spoke di Pavullo e Vignola. Concludendo di fatto un travagliato processo iniziato da oltre 15 anni che aveva riferimento territoriale il Pal (Piano attuativo Locale) del 2011 che divideva gli ospedali in tre livelli e che di fatto sancì il declassamento di alcuni ospedali periferici come Mirandola e Pavullo. Modello mai mai aggiornato ma superato nei fatti dalla moltiplicazione normativa superiore definita prima dal Decreto Ministeriale 70 del 2015 per la riorganizzazione della rete ospedaliera e poi dal Decreto Ministeriale 77 del 2022 che ridefinisce la rete dell'assistenza territoriale. Cornici legislative che stanno cambiando radicalmente l'assistenza territoriale di base organizzata, per esempio, nelle case di comunità o negli ospedali di comunità e che hanno spinto a ripensare anche l'assistenza gestita dai medici di base. Che su questi punti sia necessaria una riflessione è convinta Francesca Maletti, assessore comunale alla salute a Modena e già consigliere regionale che abbiamo incontrato all'ospedale di Sassuolo nel corso della presentazione dell'iniziativa per i vent'anni della fondazione.
La riorganizzazione della sanità impone riflessioni su medici di base e ospedali
Parla l'assessore comunale alla sanità, e già consigliere regionale, Francesca Maletti
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