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'L'invio delle armi ha concorso ad escalation paurosa'

'L'invio delle armi ha concorso ad escalation paurosa'

Dalla piazza di Bologna la presidente Anpi: 'Questa è una guerra per procura. I negoziati sono l'unica via'. Dalla piazza di Modena il presidente Anpi, presente, non ha parlato


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'L'unica vittoria possibile e vera è la pace', afferma la presidente dell'Anpi di Bologna, Anna Cocchi, dal palco della manifestazione che nel tardo pomeriggio di ieri si è tenuta nel capoluogo emiliano così come in tante altre città, Modena compresa. 'Bisogna avviare 'da subito i negoziati', continua Cocchi, 'dando alla diplomazia il sostegno, lo spazio e la credibilità che occorrono per costruire la pace. E' in questo contesto che l'Europa può rivendicare un suo spazio autonomo, innanzitutto perchè la guerra per procura che si sta combattendo non è la nostra guerra- continua la presidente- e per poter quindi cominciare ad agire finalmente il suo ruolo di mediatrice'.

Nell'ultimo anno 'sono state messe in campo risorse ingenti in termini di armi, aiuti, intelligenze senza le quali l'Ucraina sarebbe già stata sconfitta- afferma poi Cocchi- ma che hanno contribuito anche ad un'escalation paurosa che ci ha fatto sentire pronunciate con troppa disinvoltura parole come conflitto mondiale e guerra nucleare. E' necessario, ora, che si dispieghino con forza analoga di mezzi- continua Cocchi- risorse, intelligenze ed energie per cominciare a costruire la pace'. Come già nella piazza di Modena del 25 aprile 2022 la posizione dell'Anpi si discosta rispetto alla narrazione prevalente della piazza, che a Modena, ieri sera, ha visto il presidio sotto la Ghirlandina illuminata gi giallo e di blù.
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Anpi presente con il suo presidente provinciale Bulgarelli, ma non previsto negli interventi.

Sul palco di Bologna ha invece preso la parola anche Nadija, delegata ucraina: 'Un anno di resistenza vuol dire che siamo già degli eroi, noi stiamo combattendo per la libertà in una guerra ingiusta'. Per questo 'chiediamo la pace, tutto il mondo sia con noi e ringrazio questa piazza perchè tutti vogliamo la pace', afferma la donna. Un paio di ragazze presenti, probabilmente anche loro ucraine, fanno capire di non condividere queste parole e la delegata replica: 'Non siamo venute qui a discutere e litigare, ma a sostenere un popolo che sta morendo e che non ce la fa più, un popolo che non vuole la guerra nucleare ma vuole stare tranquillo'.
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