Articoli Politica

Mercosur rinviato a gennaio, accordo Ue-Brasile in pausa, plauso all'Italia dalle associazioni

Mercosur rinviato a gennaio, accordo Ue-Brasile in pausa, plauso all'Italia dalle associazioni

Tempi troppo stretti per chiudere il negoziato e necessità di ulteriori approfondimenti hanno portato la Commissione europea a prendere tempo


3 minuti di lettura

E’ ufficiale: l’accordo Mercosur slitta a gennaio. La firma dell’intesa commerciale tra Unione europea e i Paesi sudamericani è stata rinviata di un mese: tempi troppo stretti per chiudere il negoziato e necessità di ulteriori approfondimenti hanno portato la Commissione europea a prendere tempo, anche alla luce delle posizioni espresse da Italia e Francia.
 

“Il rinvio della firma dell’accordo Mercosur è una vittoria di tutti gli agricoltori, abbiamo portato avanti in questi mesi un lavoro a tutti i livelli, italiano e comunitario, per denunciare gli enormi rischi connessi alla firma di un’intesa priva di garanzie per le aziende agricole e per la salute stessa dei cittadini consumatori”. E’ quanto dichiarano il presidente e il segretario generale di Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, in merito al rinvio della firma del patto commerciale con i Paesi sudamericani, decisa dopo il Consiglio Ue a causa della contrarietà dell’Italia e della Francia, sostenuta dalle migliaia di agricoltori scesi in piazza a Bruxelles.
 

“Davanti alle follie della Von der Leyen e alla sordità dei Commissari che abbiamo incontrato in queste ore, fin dal primo momento abbiamo sostenuto che l'unico argine potesse essere rappresentato dai Capi di Stato e di Governo.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Diamo dunque merito al Governo italiano e alla rappresentanza francese di essersi battuti per far valere le ragioni degli agricoltori, contro l’opposizione della Commissione e di tutti gli altri Paesi che spingevano per la firma immediata - spiegano Prandini e Gesmundo -. L’obiettivo è ora quello di correggere le evidenti storture dell’intesa, affermando con forza il principio di reciprocità e rafforzando i controlli, senza i quali si apre la porta alla concorrenza sleale ai danni degli agricoltori europei, sacrificati sull’altare di altri interessi commerciali, senza dimenticare i pericoli per la salute dei consumatori. Il rinvio del Mercosur è una prima scelta giusta, ora serve un cambio di passo sul bilancio post 2028 che oggi penalizza in maniera inaccettabile gli agricoltori”.
 

“Abbiamo sostenuto sin dall’inizio di essere a favore di un accordo con un’area del mondo di circa 270 milioni di persone, ma solo trovando prima un modo di non farne pagare il prezzo agli agricoltori europei – rileva Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia -. Non si vanifichi quest’ulteriore mese e si trovino le giuste soluzioni sia di miglioramento dell’accordo che di ripensamento sui tagli Pac fondamentali per la Filiera agro-alimentare europea e per i nostri consumatori”.
 

L’accordo ignora completamente le discrepanze negli standard produttivi tra Europa e Mercosur.
Nei campi sudamericani si usano ancora ampiamente sostanze bandite da anni in Ue, da fungicidi a insetticidi fino a erbicidi: in Brasile il 30% dei prodotti chimici è vietato nel Vecchio Continente. Non mancano criticità ambientali, in primis la deforestazione, e violazioni dei diritti dei lavoratori.
 

Mentre l’export europeo punta su beni industriali (macchinari, chimico-farmaceutico), dalle Americhe arrivano soprattutto materie prime agricole ed energetiche, favorite dall’abolizione dei dazi. Nei primi 10 mesi dal 2025, le importazioni dal Mercosur in Italia sono salite del 17% sul 2024, sfiorando i 3 miliardi di euro (pari all’intero anno precedente), mentre l’export italiano è sceso del 3%.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati