'L’ipotesi di arrivare alla sostanziale dismissione del Policlinico di Modena è una follia, una prospettiva che sembra concepita senza alcuna considerazione per le esigenze reali della città e dei suoi cittadini. Modena ha bisogno del Policlinico: fingere di non sapere che un pronto soccorso senza il sostegno di determinati reparti non ha motivo di esistere e prevederne un progressivo svuotamento a favore di Baggiovara vuol dire eliminare di fatto il Policlinico. Questo è semplicemente inaccettabile. Inoltre, pensare di concentrare a Baggiovara gran parte delle attività ospedaliere significa anzitutto ignorare il problema dei collegamenti: via Giardini è già oggi un’arteria gravata da importanti criticità e non sarebbe in grado di assorbire senza conseguenze un ulteriore incremento dei flussi di pazienti, familiari, operatori e mezzi di servizio. È importante ricordare, inoltre, che non tutti i cittadini dispongono di un’automobile o possono raggiungere agevolmente Baggiovara. Dopo le conseguenze che la chiusura dell’ospedale Sant’Agostino ha avuto sulla presenza dei servizi sanitari nel centro cittadino, immaginare di chiudere il Policlinico significa perseverare in una visione della sanità sempre più distante dalle necessità della popolazione. Quello che sta accadendo evidenzia che il problema sanitario è di natura prettamente regionale, con buona pace di chi ha provato a scaricare l’ennesima colpa sul Governo in tutti questi anni'.
Lo dichiara Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Modena.'C’è poi un’incongruenza evidente nell’idea di mantenere al Policlinico il pronto soccorso, riducendo contemporaneamente la presenza dei reparti e delle specialità ospedaliere. Un pronto soccorso non è una struttura isolata: deve poter contare su una rete di servizi e competenze che garantiscano continuità e tempestività nell’assistenza. Quale modello organizzativo si vorrebbe realizzare? Quali conseguenze avrebbe per i pazienti che necessitano di ricoveri o interventi specialistici? E quale futuro si immagina per realtà fondamentali come il Centro oncologico modenese? Sono interrogativi ai quali non si può rispondere con annunci e suggestioni. Siamo nettamente contrari a un progetto che rischia di compromettere l’accessibilità e l’organizzazione delle cure. Il sindaco Mezzetti abbandoni questa visione folle e la sinistra inizi a confrontarsi con chi vive la realtà della sanità modenese e con i bisogni di chi ne usufruisce ogni giorno' - aggiunge Negrini.
Sul tema interviene anche Elisa Rossini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Modena.
'Non è accettabile lanciare dalle pagine della stampa locale ipotesi di stravolgimenti della sanità modenese come quella della sostanziale soppressione del Policlinico – chiarisce Rossini –.
'Dobbiamo dirlo chiaramente – prosegue Rossini –: l’affermazione in base alla quale il Policlinico resterà per il servizio di pronto soccorso e per la media e bassa intensità di cura, nonché per l’area materno-infantile, è certamente prodromica a una dismissione del Policlinico per trasferire tutto a Baggiovara.
'Rileviamo poi che la direzione indicata dal sindaco non ci trova concordi. Nel corso degli ultimi decenni, la sinistra, che ha da sempre amministrato la Regione e la città di Modena, ha fatto una scelta, certamente discutibile ma ormai irreversibile: mantenere il Policlinico, struttura obsoleta, mai definitivamente ristrutturata, destinandovi ingenti investimenti. Ora che facciamo? Eliminiamo tutto? Non si può far pagare ai cittadini i cambiamenti di rotta schizofrenici di un partito mosso ormai da logiche che si allontanano sempre più dal bene dei cittadini', conclude Rossini.


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