'Una volta uscito sulla stampa i giornalisti mi hanno cercato chiedendomi perché avessi commissionato il sondaggio. Come l’ho detto a loro lo ripeto anche qui a voi: sono sindaco da 10 anni in una comunità sicuramente piccola, ma che porta con sé alcune tra le problematiche e opportunità che sono riscontrabili soltanto in una grande città. Ho ritenuto di poter portare, nel percorso della scelta del candidato o della candidata sindaco, un patrimonio di idee e progetti per la comunità di Modena, anche proponendo il mio nome per le primarie, dando anche la mia disponibilità. So cosa significa fare il sindaco e non è stata la mia una decisione da “facili entusiasmi”. Ho pensato che consegnare il sondaggio sarebbe stato un gesto corretto, e permettetemi, anche generoso, nei confronti di Muzzarelli e del Partito Democratico della città. “Il partito non è un trampolino per i propri destini personali” “Non è tempo della promozione di se stessi” “Il PD viene prima dei singoli”, “abbiamo già una rosa di otto nomi (nota: emersi da un percorso in cui non dovevano emergere nomi) tra cui sceglieremo” (...). Questo è stato il buongiorno della segretaria comunale e del segretario provinciale che ho trovato sulla stampa - ha attaccato Costantini -. Non paghi del lavoro fatto, è spuntata anche una lettera pubblica, di cui molti firmatari stranamente ignoravano addirittura l’esistenza, ma che nasceva da un’idea di Giuditta Pini e Alberto Bellelli in cui si rincarava: “no a personalismi” “bisogna aver rispetto”.
'Quando sono una conta fratricida tra nomi, quando sono un campo di battaglia tra poteri e correnti interne al partito. Quando la conta delle firme cancella l’entusiasmo delle idee. Nel Pd di Modena in questi mesi ho visto tattica invece che politica, pallottolieri invece che progetti: ho visto un Partito non all’altezza della città che vuole rappresentare.
'Allora è tempo ci si renda conto che più che le tessere contano i valori delle persone e quello che sono in grado di realizzare. Ecco perché ora è fondamentale mettere da parte i fantasmi delle correnti, occorre che questa assemblea si riunisca attorno alla preziosa disponibilità di Massimo e che tutti insieme lo si sostenga, evitando ai modenesi quel penoso teatrino che vede diversi vivere questo partito come un’agenzia interinale, lasciandolo libero di proporre e scegliere persone e idee. E lo dico senza nessuna velleità, senza nessuna mira a poltrone e con la libertà di chi non chiede nulla per sé. Non chiedo e chiederò mai nulla per me, ma vi chiedo tutto per la città. Cari membri dell’assemblea, questa sera, in questi mesi non dimostrate di essere all’altezza solo di questo partito, dimostrate di essere all’altezza dei modenesi' - ha chiuso Costantini.



