'Le crisi del 2008 ed ora la crisi economica e sociale derivata dall’emergenza covid necessitavano di un salto di qualità della politica di governo capace di guidare passaggi epocali della società e delle città' - afferma Giacobazzi. 'Un salto di qualità che non vediamo. La montagna ha partorito il topolino. Un Piano che, più che prospettare la città che sarà o dovrebbe essere, è la fotografia di una città che non è nemmeno ciò che nei programmi del 2014 e del 2019 già doveva essere. Con le grandi incompiute di sempre, dall'ex Amcm al S.Agostino, dalla complanarina alle ex fonderie ai comparti ex industriali eredità dei piani incompiuti e prospettati già dal mandato di Barbolini, 20 anni fa. Progetti non solo incompiuti ma ancora più scollegati oggi da una visione di insieme e da una realtà sociale, economica, che negli ultimi decenni è profondamente cambiata. E che nei quartieri, dal villaggio artigiano alla Sacca, da Modena Est a Cittanova, non ha ancora trovato risposta.
Per questo la città che il sindaco lascia al suo successore, insieme al piano urbanistico che ne definirà gli indirizzi per i prossimi 30 anni, è una città ingessata, ingabbiata nella mancanza di un indirizzo e di una prospettiva politica e come tale incapace di attirare quegli investimenti di cui c'è e ci sarà estremo bisogno. Non ci si è interrogati e non si è più risposto ad una domanda fondamentale: che città vogliamo e che città sarà Modena tra 30 anni? Una domanda rimasta inevasa e il PUG presentato lo dimostra. Anche quando si da atto all'attuale di amministrazione che qualcosa, a macchia di leopardo, si è mosso, quantomeno nell'avvio di alcuni cantieri come quello dell'ex amcm, del piano periferie, del comparto San
Ma i grandi progetti di prospettiva sono rimasti nel cassetto. Si ricorderà, per fare un altro esempio, il piano di dismissione, di riqualificazione dello scalo merci preliminare al trasferimento della stazione delle autocorriere. Un progetto strategico in una prospettiva di mobilità intermodale ferro gomma che è sparito non solo dai fatti ma anche dagli annunci del sindaco.
In questo PUG manca inoltre la parte riguardante lo sviluppo produttivo e strutturale, la parte dei collegamenti con le altre province per quanto riguarda il trasporto delle merci. Nella connessione con lo scalo merci di Marzaglia e con il sistema ferroviario. Una mobilità su ferro che viene rilanciata nel piano ma che non fa parte dei programmi fino ad ora portati avanti da questa amministrazione. Anche nella prospettiva dei finanziamenti europei. Ricordiamo che questa amministrazione ha scelto al posto della metrotranvia il potenziamento del trasporto pubblico su gomma da candidare ai fondi del recovery fund
Per concludere, siamo fermi alle dichiarazioni di intenti adeguate ad un opuscolo elettorale ma non ad un piano urbanistico generale capace di indirizzare lo sviluppo dei prossimi decenni.
Piergiulio Giacobazzi
Capogruppo consiliare Forza Italia Modena


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