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'Lo prometto, quel soggetto non rimetterà più piede in Italia'

'Lo prometto, quel soggetto non rimetterà più piede in Italia'

Il ministro dell'Interno interviene a TV Qui sulla tragedia di Mirandola: 'Sulle espulsioni dobbiamo accellerare'


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La storia del giovane nordafricano clandestino, in Italia da un anno e tre mesi, lasciato libero di circolare sul territorio nazionale nonostante le diverse denunce, e la fotosegnalazione del 14 maggio scorso a Roma, che ieri notte ha incendiato il comando della Polizia Municipale di Mirandola, provocando la morte di due persone ed il ferimento di altre 20, colpisce un nervo scoperto non solo della sinistra dell'ex governo e ora all'opposizione, ma anche dell'attuale governo. Che pur in carica da solo un anno, appare in ritardo non tanto sui risultati (difficili da ottenere in pochi mesi), ma almeno sul fronte dell'azione per cambiare le condizioni di legge ed operative, per fronteggiare la grande quantità di soggetti stranieri irregolari (la maggior parte dei quali confermati tali anche al termine del percorso di accoglienza), provocate dalla politica dei porti aperti del precedente governo. Perché, e lo abbiamo detto più volte, alla conferma nella riduzione degli sbarchi, iniziata già nell'ultima parte del mandato dell'ex ministro Minniti, le misure necessarie per potere invertire la rotta erano legate, come la campagna elettorale di Salvini prometteva, all'azione sul fronte dei rimpatri, attraverso l'apertura dei CPR, e ad un sistema in grado di garantire l'esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
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Aspetti, questi ultimi che, piaccia o non piaccia al popolo leghista, sono stati disattesi, anche nelle intenzioni. Chi sente più parlare dell'apertura del CPR di Modena, che lo stesso Salvini invocava come urgente e non più prorogabile nell'aprile dello scorso anno? Considerando che a Modena quella struttura, di fatto c'è già?

E proprio sul fronte delle espulsioni che il Ministro dell'Interno ha ammesso e promesso di dovere accellerare. Lo ha fatto a TV Qui, intervenendo in diretta telefonica nel telegiornale. 'Ciò che è successo a Mirandola è la conferma che porti non vanno aperti ma vanno tenuti chiusi, anzi blindati. E allo stesso tempo è necessario accelerare sulle espulsioni. Nel secondo decreto sicurezza abbiamo inserito un fondo per aumentare le espulsioni che per soggetti come quello che ha colpito a Mirandola, con una concezione della vita a meno di zero, con precedenti, è assolutamente necessaria. Mi impegno affinché quell'uomo non metta più piede in Italia. Me negli scorsi anni ne sono arrivati troppi, noi speriamo di non farne arrivare più. Per questi, per continare a ridurre gli sbarchi, già ridotti del 90%, useremo le intercettazioni telefoniche, i contatti preventivi con poliziotti sotto copertura,  per bloccare scafisti e navi, sequestrano le imbarcazioni che disubbidiscono alle nostre indicazioni, arrivando in Italia senza permesso'.
'Comunque, rispetto agli ultimi anni - conclude Salvini nella diretta a TV QUI - le espulsioni sono raddoppiate.
Faremo di tutto per accellerare, abbiamo bisogno di non essere ostacolati nel nostro lavoro'

Gianni Galeotti
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