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Rerendum: Rifondazione Comunista invita a disertare le urne o 5 no

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La segreteria regionale illustra le ragioni, quesito per quesito


Rerendum: Rifondazione Comunista invita a disertare le urne o 5 no

Bocciare tutti i referendum tutti e cinque votando NO, ovvero, in via subordinata, disertando le urne per non far raggiungere il quorum. Queta la linea tenuta dal partito della Rifondazione comunista in vista dell'appuntamento di domenica 12 dicembre che spiega le ragioni del NO:

'Il quesito che riguarda le modalità di presentazione delle candidature dei magistrati per l’elezione al Consiglio superiore della magistratura, eliminando il requisito della lista di presentatori, è assolutamente irrilevante. Ugualmente irrilevante è il quesito che stabilisce che i membri laici dei Consigli giudiziari possano partecipare alla redazione delle pagelle professionali dei magistrati.

Il quesito che ha ad oggetto l’abolizione della legge Severino viene presentato come frutto dell’esigenza di evitare la sospensione di sindaci e amministratori locali condannati con sentenza non definitiva, che potrebbero poi essere assolti.
Ma il quesito non riguarda, l’abolizione di aspetti problematici della legge, bensì l’abrogazione di tutta la disciplina, che prevede anche la decadenza e l’incandidabilità dei parlamentari condannati, con sentenza definitiva, a una pena superiore a due anni di reclusione (si veda il caso di Silvio Berlusconi). Dal quesito traspare evidente l’insofferenza del ceto politico per il controllo di legalità.

Il quesito più problematico è quello relativo all’abuso della custodia cautelare, spesso in senso classista, posto in essere attraverso l’esigenza cautelare del pericolo di reiterazione del reato. Ma il quesito non interviene sui possibili abusi, bensì opera una drastica riduzione del campo di applicazione delle misure cautelari e, esclusi i delitti di mafia e quelli commessi con l’uso delle armi, l’effetto sarebbe quello di precludere la possibilità di applicare nei confronti delle persone imputate di gravi reati misure cautelari di alcun tipo, non solo la custodia in carcere e gli arresti domiciliari, ma anche l’allontanamento dalla casa familiare (nel caso del coniuge violento), oppure il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (nel caso di atti persecutori), così come non sarebbero più possibili le misure interdittive, come il divieto temporaneo di esercitare determinate attività imprenditoriali (nel caso delle società finanziarie che truffano gli investitori). La scelta per il NO non preclude la necessità di una ridiscussione della norma, ma smantellando gli strumenti di contrasto alla criminalità non si opera una riforma della giustizia, bensì una riforma contro l’amministrazione della giustizia, contro l’eguaglianza e i diritti delle persone'

'Siamo dunque di fronte ad un utilizzo improprio dello strumento di democrazia diretta pensato dai costituenti non per modificare qualsiasi legge, ma per far partecipare la cittadinanza a decisioni di portata generale' - chiude la segreteria regionale del Partito. 'Non dimentichiamo, inoltre, che l’indizione dei Referendum è dovuta all’approvazione di nove Consigli regionali guidati dalla destra, senza che i proponenti abbiano presentato alla Corte di Cassazione le firme raccolte e senza che abbiano sviluppato un effettivo dibattito nel paese.

Per tutte queste ragioni Rifondazione Comunista boccia senza appello i referendum sulla giustizia del 12 giugno 2022'



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