Secondo il Comitato per la tutela della salute in montagna, quanto annunciato dall’Ausl si discosta in modo significativo dall’intesa raggiunta il 26 febbraio 2026 durante l’incontro in Comune a Fanano, alla presenza dei vertici aziendali, del sindaco Stefano Muzzarelli, dei rappresentanti della minoranza, del Comitato Consultivo Misto e dello stesso Comitato per la tutela della salute in montagna.
L’accordo prevedeva infatti un’automedica aggiuntiva attiva continuativamente nei tre mesi estivi (15 giugno – 15 settembre) e nei periodi di maggior afflusso turistico, in particolare dicembre e gennaio.
“Abbiamo accettato questa soluzione pur sapendo che non fosse ottimale e che introducesse una disparità tra residenti e turisti” ricorda la presidente Antonella Riccò. “Ma l’abbiamo considerata un primo passo verso un percorso di fiducia e collaborazione. Oggi, invece, ci troviamo davanti a un ridimensionamento che non rispetta né lo spirito né la lettera dell’accordo”.
Il Comitato denuncia un paradosso organizzativo: mentre si continua a investire sulla bassa complessità, che per definizione può attendere, l’emergenza vera, quella delle patologie tempo‑dipendenti, viene affidata a un modello che non garantisce tempestività né equità.
“La presenza dell’équipe completa di soccorso non può dipendere da orari, giorni della settimana o condizioni esterne che nulla hanno a che fare con la salute” afferma Riccò. “La montagna richiede un’organizzazione proporzionata alla sua estensione e alle sue difficoltà logistiche”.
Il Comitato chiede una revisione urgente della decisione, avvertendo che la popolazione dell’Alto Frignano è pronta a mobilitarsi nuovamente se necessario. “Una nuova protesta popolare incrinerebbe il rapporto di collaborazione costruito negli ultimi mesi” si legge nella nota.
A sollecitare un intervento diretto dei primi cittadini è Daniela Contri, già sindaca di Riolunato e referente del Comitato per l’area: “I sindaci, in quanto autorità sanitaria locale, devono farsi garanti di un servizio adeguato alle esigenze dei residenti e dei turisti. La montagna non può essere trattata come un territorio di serie B”.


.jpg)
