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Automedica in più solo nel week-end, il comitato insorge: 'Non erano questi i patti'

Automedica in più solo nel week-end, il comitato insorge: 'Non erano questi i patti'

L’associazione civica ricorda all'Ausl i conttenuti della riunione di febbraio: “Promesse disattese. L’impegno era per tre mesi estivi e i periodi di massima affluenza". Appello a fare fronte comune dell'ez sindaco di Riolunato. 'Senza un passo indietro torneremo a manifestare'


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Parte sabato 20 giugno 2026, di fatto in concomitanza con la stagione estiva e di maggiore affluenza di turisti, il progetto di implementazione dell’emergenza‑urgenza in montagna, con l’attivazione di una automedica aggiuntiva in posizione baricentrica a Montecreto. Il servizio, però, sarà operativo solo il sabato e la domenica dalle 8 alle 20, oltre che durante la settimana di Ferragosto. Una scelta che ha provocato la reazione immediata dello Snami, il sindacato dei medici e del Comitato per la tutela della salute in montagna, che parla apertamente di accordi non rispettati.

 

Secondo il Comitato per la tutela della salute in montagna, quanto annunciato dall’Ausl si discosta in modo significativo dall’intesa raggiunta il 26 febbraio 2026 durante l’incontro in Comune a Fanano, alla presenza dei vertici aziendali, del sindaco Stefano Muzzarelli, dei rappresentanti della minoranza, del Comitato Consultivo Misto e dello stesso Comitato per la tutela della salute in montagna.
L’accordo prevedeva infatti un’automedica aggiuntiva attiva continuativamente nei tre mesi estivi (15 giugno – 15 settembre) e nei periodi di maggior afflusso turistico, in particolare dicembre e gennaio.
“Abbiamo accettato questa soluzione pur sapendo che non fosse ottimale e che introducesse una disparità tra residenti e turisti” ricorda la presidente Antonella Riccò.
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“Ma l’abbiamo considerata un primo passo verso un percorso di fiducia e collaborazione. Oggi, invece, ci troviamo davanti a un ridimensionamento che non rispetta né lo spirito né la lettera dell’accordo”.

 

Il Comitato denuncia un paradosso organizzativo: mentre si continua a investire sulla bassa complessità, che per definizione può attendere, l’emergenza vera, quella delle patologie tempo‑dipendenti, viene affidata a un modello che non garantisce tempestività né equità.

 

“La presenza dell’équipe completa di soccorso non può dipendere da orari, giorni della settimana o condizioni esterne che nulla hanno a che fare con la salute” afferma Riccò. “La montagna richiede un’organizzazione proporzionata alla sua estensione e alle sue difficoltà logistiche”.

 

Il Comitato chiede una revisione urgente della decisione, avvertendo che la popolazione dell’Alto Frignano è pronta a mobilitarsi nuovamente se necessario. “Una nuova protesta popolare incrinerebbe il rapporto di collaborazione costruito negli ultimi mesi” si legge nella nota.
A sollecitare un intervento diretto dei primi cittadini è Daniela Contri, già sindaca di Riolunato e referente del Comitato per l’area: “I sindaci, in quanto autorità sanitaria locale, devono farsi garanti di un servizio adeguato alle esigenze dei residenti e dei turisti. La montagna non può essere trattata come un territorio di serie B”.

 

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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