Articoli Politica

Emergenza in Alto Frignano, Snami contro l'Ausl: 'I cittadini si organizzino, ictus e politraumi solo nel weekend...'

Emergenza in Alto Frignano, Snami contro l'Ausl: 'I cittadini si organizzino, ictus e politraumi solo nel weekend...'

'La copertura del medico dell’emergenza rimosso l’anno scorso è garantita, purché situazioni grave abbiano cortesia di presentarsi nell’orario voluto dall'Ausl'


4 minuti di lettura

Lo Snami Emilia-Romagna si scaglia contro l'Ausl di Modena dopo il recente provvedimento sul 'potenziamento' dell’emergenza-urgenza in montagna.

L’atteso potenziamento del sistema di emergenza nell’Alto Frignano, annunciato dopo le proteste dei comitati cittadini locali seguiti alla cancellazione, un anno fa, della figura di medico di emergenza territoriale stanziato a Fanano, si è concretizzato in un intervento in vigore dal 20 giugno al 13 settembre, che vede una automedica aggiuntiva a Montecreto, ma solo il sabato e la domenica dalle 8 alle 20, oltre alla settimana di Ferragosto.


'La buona notizia è che arriva un’automedica in più a Montecreto. La notizia meno buona è che arriva solo nei weekend, solo di giorno, solo nel periodo estivo e nella settimana di Ferragosto. Insomma: la copertura del medico dell’emergenza rimosso l’anno scorso è garantita, purché ogni situazione grave abbia la cortesia di presentarsi nell’orario partorito dall’Ausl - afferma lo Snami -.

A questo punto Snami Emilia-Romagna suggerisce ironicamente ai cittadini dell’Alto Frignano, ai turisti, agli escursionisti e agli anziani fragili di programmare con attenzione eventuali eventi tempo-dipendenti: una bradiaritmia instabile o uno storm aritmico, uno stato di male epilettico, un politrauma, uno shock ostruttivo, un arresto cardiaco o una grave insufficienza respiratoria sarebbero auspicabilmente da collocare il sabato o la domenica, tra le 8 e le 20.

Spazio ADV dedicata a Radio Birikina
Diversamente, il sistema tornerà a confidare nella disponibilità del medico 118 da Pavullo con i relativi tempi e sempre che non sia già impegnato altrove, nell’elisoccorso, sempre che possa volare e atterrare, e nella consueta fantasia organizzativa con cui ormai si pretende di trasformare ogni criticità in “modello sperimentale”.

Il paradosso è evidente: per disturbi minori, accessi impropri, patologie autolimitanti e problemi che spesso potrebbero essere gestiti con buon senso piuttosto che con la buona vecchia continuità assistenziale e medicina generale e assistenza turistica ordinaria, si moltiplicano Case della Comunità, turni, progetti e contenitori organizzativi sempre piu’ assurdi. Per l’emergenza vera, quella in cui i minuti contano e la competenza clinica avanzata può cambiare la prognosi, si procede invece con livello di intensità delle coperture intermittenti, sperimentazioni stagionali e soluzioni “a fasce orarie”.

È un sistema sanitario che, secondo Snami Emilia-Romagna, ha smarrito il senso delle priorità'.


'In ogni sistema civile l’emergenza-urgenza territoriale dovrebbe essere la prima rete da garantire, non l’ultima da rattoppare. Prima si assicura la risposta massimale con medico e infermiere ai cittadini nei casi gravi e tempo-dipendenti; poi si organizzano, con razionalità, i servizi per i bisogni ordinari, le cronicità, la prossimità e la presa in carico longitudinale.

Qui invece sembra accadere il contrario: si costruiscono contenitori territoriali spesso riempiti con personale turnista di passaggio, chiamato a coprire ore e funzioni non sempre coerenti con una vera presa in carico, mentre sulla rete dell’emergenza si continuano a fare esperimenti in aree montane complesse, estese, turistiche e orograficamente difficili. Snami Emilia-Romagna ribadisce che questa posizione non è contro gli infermieri, i soccorritori, il volontariato o gli operatori che ogni giorno garantiscono il servizio con professionalità e sacrificio. Il punto è politico, organizzativo e clinico: un sistema di emergenza territoriale serio deve prevedere una presenza medica e infermieristica adeguata, stabile, parametrata ai territori e non subordinata alla fortuna, al meteo, all’orario o al giorno della settimana o alle personali idee e opinioni di un qualche dirigente'.


'La montagna non può essere trattata come un’appendice statistica. E i cittadini non possono essere rassicurati con formule comunicative mentre, nei fatti, la risposta medica avanzata viene resa spesso in tempi lunghi e con disagi notevoli per cittadini e operatori. Se davvero l’Azienda Usl ritiene che l’automedica con medico sia utile nei weekend estivi, allora dovrebbe spiegare perché non lo sia anche il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e di notte.

Tutti i villeggianti oggi fanno solo il weekend? E poi, i villeggianti hanno un trattamento di favore rispetto a chi quei territori li vive tutto l’anno? Le emergenze, purtroppo, non leggono i comunicati stampa e non rispettano i turni sperimentali della Ausl. Snami Emilia-Romagna chiede quindi una revisione complessiva dell’assetto dell’emergenza territoriale nell’Alto Frignano e nelle aree montane della provincia di Modena, con criteri chiari, trasparenti e clinicamente fondati: tempi di intervento, disponibilità reale di mezzi medicalizzati, caratteristiche orografiche, incremento turistico, distanza dai presidi ospedalieri e capacità di trattamento avanzato sul territorio. La sanità di prossimità non può essere uno slogan buono per inaugurare contenitori vuoti e tagliare nastri. La vera prossimità, quando un cittadino sta morendo, è avere accanto il team migliore di professionisti competenti, nel tempo giusto, con le competenze e strumentazioni adeguate. Possibilmente, non solo nel weekend o nella settimana di ferragosto' - chiude la nota.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati