Lo Snami Emilia-Romagna si scaglia contro l'Ausl di Modena dopo il recente provvedimento sul 'potenziamento' dell’emergenza-urgenza in montagna.
L’atteso potenziamento del sistema di emergenza nell’Alto Frignano, annunciato dopo le proteste dei comitati cittadini locali seguiti alla cancellazione, un anno fa, della figura di medico di emergenza territoriale stanziato a Fanano, si è concretizzato in un intervento in vigore dal 20 giugno al 13 settembre, che vede una automedica aggiuntiva a Montecreto, ma solo il sabato e la domenica dalle 8 alle 20, oltre alla settimana di Ferragosto.
'La buona notizia è che arriva un’automedica in più a Montecreto. La notizia meno buona è che arriva solo nei weekend, solo di giorno, solo nel periodo estivo e nella settimana di Ferragosto. Insomma: la copertura del medico dell’emergenza rimosso l’anno scorso è garantita, purché ogni situazione grave abbia la cortesia di presentarsi nell’orario partorito dall’Ausl - afferma lo Snami -.
A questo punto Snami Emilia-Romagna suggerisce ironicamente ai cittadini dell’Alto Frignano, ai turisti, agli escursionisti e agli anziani fragili di programmare con attenzione eventuali eventi tempo-dipendenti: una bradiaritmia instabile o uno storm aritmico, uno stato di male epilettico, un politrauma, uno shock ostruttivo, un arresto cardiaco o una grave insufficienza respiratoria sarebbero auspicabilmente da collocare il sabato o la domenica, tra le 8 e le 20.
Diversamente, il sistema tornerà a confidare nella disponibilità del medico 118 da Pavullo con i relativi tempi e sempre che non sia già impegnato altrove, nell’elisoccorso, sempre che possa volare e atterrare, e nella consueta fantasia organizzativa con cui ormai si pretende di trasformare ogni criticità in “modello sperimentale”.Il paradosso è evidente: per disturbi minori, accessi impropri, patologie autolimitanti e problemi che spesso potrebbero essere gestiti con buon senso piuttosto che con la buona vecchia continuità assistenziale e medicina generale e assistenza turistica ordinaria, si moltiplicano Case della Comunità, turni, progetti e contenitori organizzativi sempre piu’ assurdi. Per l’emergenza vera, quella in cui i minuti contano e la competenza clinica avanzata può cambiare la prognosi, si procede invece con livello di intensità delle coperture intermittenti, sperimentazioni stagionali e soluzioni “a fasce orarie”.
È un sistema sanitario che, secondo Snami Emilia-Romagna, ha smarrito il senso delle priorità'.
'In ogni sistema civile l’emergenza-urgenza territoriale dovrebbe essere la prima rete da garantire, non l’ultima da rattoppare. Prima si assicura la risposta massimale con medico e infermiere ai cittadini nei casi gravi e tempo-dipendenti; poi si organizzano, con razionalità, i servizi per i bisogni ordinari, le cronicità, la prossimità e la presa in carico longitudinale.
'La montagna non può essere trattata come un’appendice statistica. E i cittadini non possono essere rassicurati con formule comunicative mentre, nei fatti, la risposta medica avanzata viene resa spesso in tempi lunghi e con disagi notevoli per cittadini e operatori. Se davvero l’Azienda Usl ritiene che l’automedica con medico sia utile nei weekend estivi, allora dovrebbe spiegare perché non lo sia anche il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e di notte.


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