Subito nei corridoi di via Aldo Moro è partita la caccia ai consiglieri di minoranza che hanno accordato il loro voto (ricordiamo che vi erano fino a due preferenze disponibili) all'avversario politico.
Dopo lunghe ricostruzioni pare che l'ipotesi più probabile sia che a rinforzare il paniere di voti del presidente della Regione siano stati alcuni esponenti Lega, con diverse schede con indicazione doppia Rancan-Bonaccini.
Almeno due gli indizi che fanno propendere verso questo scenario.
Il primo è un accordo nemmeno tanto tacito tra Lega e Pd da un lato nell'ottica Carroccio per evitare che il centrosinistra facesse il pieno (su 60 preferenze i consiglieri di maggioranza più 5 Stelle, avrebbero infatti potuto spartire i voti 20-20-20 e lasciare a bocca asciutta l'opposizione, complice anche la scelta di non votare della ex 5 Stelle Giulia Gibertoni), dall'altro (come contropartita per il Pd) per concedere a Bonaccini la palma del 'votato anche dagli avversari'. Ipotesi rischiosa, ma non impossibile.
Il secondo aspetto è puramente politico. La Lega in Regione in più occasioni recentemente ha strizzato l'occhio al Pd, a partire dal voto di astensione sul Prit. E il voto di oggi sarebbe solamente l'ennesima prova in questo senso.
Per la cronaca sono stati 19 i voti del centrodestra per Rancan, 26 per Emma Petitti, mentre nelle file della maggioranza hanno preso voti anche il capogruppo di Coalizione civica Igor Taruffi (3) e l'assessore-consigliere di Italia Viva Mauro Felicori (1). A questi si aggiungono tre schede nulle e 13 schede bianche registrate.
Giuseppe Leonelli



