Ricordiamo a tutti che i Decreti Leggi di sospensione delle uscite didattiche sono cessati di effetto e anzi le stesse indicazioni del Ministero dell'Istruzione sono di tenore contrario, ovvero 'Viaggi di istruzione e uscite didattiche. Nei territori in zona bianca sarà possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga in aree del medesimo colore bianco. Lo svolgimento di dette attività sarà effettuato curando lo scrupoloso rispetto delle norme e dei protocolli che disciplinano gli specifici settori (es. visite ai musei, ingresso ai cinema e ai teatri, uso dei mezzi di trasporto, ecc…), nonché di quelle sanitarie usuali'.
Non esiste quindi alcuna preclusione ad effettuare viaggi di istruzione ed uscite didattiche, ovviamente in conformità con il quadro legislativo. Eppure in questi giorni si discute sul fatto che effettuare gite didattiche provocherebbe discriminazione a causa del Green Pass necessario per l’accesso nei luoghi di cultura. In realtà, si tratta di affermazioni pretestuose e non rispettose della normativa che, ribadiamo, consente di effettuare uscite di istruzione in zona bianca. Del resto, come può esserci discriminazione nell'informare le famiglie con adeguato preavviso che in occasione della gita d’istruzione si rammenta che ai sensi di Legge ogni cittadino italiano maggiore di 12 anni è tenuto ad esibire il GreenPass, ad esempio al personale viaggiante di Trenitalia e al Personale di biglietteria del luogo previsto per la visita, nonché all'accesso dei locali pubblici (es. Ristorante).
Le famiglie saranno dunque libere - come già avveniva prima del Covid - di decidere se far partecipare il proprio figlio alla gita di istruzione o meno.
Chi effettua le verifiche del GreenPass non è la Scuola, ma gli addetti preposti per Legge (biglietteria Museo, personale viaggiante mezzi di trasporto a lunga percorrenza, titolari di esercizio pubblico); in questo modo non vi è alcuna violazione della legge sulla privacy.
Priorità alla scuola ritiene che il diritto all’istruzione di tutti e tutte debba essere garantito sempre, chiede quindi pubblicamente che i dirigenti scolastici ottemperino alle indicazioni ministeriali, dopo due anni di sacrifici che gli studenti più di tutti hanno sopportato.
Manuela Ciambellini - portavoce Priorità alla scuola Modena




