L’esperimento sociale cui siamo sottoposti avviene perché siamo un popolo docile, che non ha mai tagliato la testa al suo re, che “franza o spagna purché se magna”, che la rivoluzione non l’ha mai saputa fare e la guerra neanche. Terra di conquista, l’Italia, per secoli. E il nostro Risorgimento e la nostra Liberazione non sarebbero mai avvenuti se a risorgere e a liberarci non fossero intervenute potenze straniere, che poi hanno sempre richiesto dazio. Siamo un popolo senza libera stampa, influenzato dalla tv generalista pubblica in mano al governo che la domina con piglio autoritario tanto che propongo di tornare a chiamare la Rai con il più appropriato Eiar. La tv privata pure è di proprietà di un politico che sta nella maggioranza di governo mentre il terzo editore televisivo ha in mano anche il quotidiano tradizionalmente più letto e più filogovernativo d’Italia. In altri Paesi stampa e tv sono dialettici con il potere politico, quindi se lesioni vere fossero inferte a loro e ai cittadini, la reazione sarebbe immediata. Da noi no. Da noi tolgono dalla sera alla mattina per decreto lo stipendio a milioni di lavoratori e il sindacato dei lavoratori si accuccia ai piedi del governo. Da noi funzionano così i “corpi intermedi”.
Di più. Economicamente l’Italia vive di un reticolato di piccole e piccolissime imprese, spesso familiari, che resiste alla globalizzazione. Da noi ci sono centoventisettemila pizzerie, non c’è Pizza Hut; ci sono quarantamila tassisti, poca ciccia per mister Uber; ci sono centosessantasettemila bar, non sono Starbucks o Costa Caffè; ci sono duecentoventiduemila ristoranti e non KFC o Wendy; ci sono duecentotredicimila strutture ricettive, la stragrande maggioranza sotto le dieci stanze, non gli Hilton.
Da noi “piccolo è bello” ma la globalizzazione odia questo slogan. Lo sa bene anche Andrea a Prato. La globalizzazione uccide l’impresa familiare e abbatte i salari dei lavoratori, perché ci sarà sempre un cinese a fare lo stesso lavoro per meno.
L’Italia è un boccone appetibile. Ma indisciplinato, pieno di imprevisti e ruvidezze. Ci stanno per far arrivare un sacco di soldi e sono soldi a debito. Come fanno a essere sicuri che li restituiremo? E qui i supergreenpass rafforzati servono a capire che l’italiano subisce di tutto e non reagisce. Hanno tolto milioni di stipendi ai non vaccinati? È accaduto qualcosa? C’è stata una rivolta? No, qualche piazzetta, una finta occupazione della Cgil innescata dal governo stesso che ha permesso di incarcerare il gruppetto dei più facinorosi (se vuoi andare verso la Cina, va sempre di moda il Mao di colpirne uno per educarne cento) e qualche chat di Telegram composta da incazzati non organizzati e inutilmente roboanti.
Se a fronte della lesione profonda di questi diritti costituzionali e delle libertà nella vita concreta di milioni di italiani nulla è accaduto, vorrà dire che quando ci chiederanno di ripagare il debito dimezzando l’importo delle pensioni, noi borbotteremo e pagheremo. Si chiama operazione di grecizzazione dell’Italia. Il debito che abbiamo contratto con il Pnrr e non solo, lo abbiamo garantito con la nostra docilità a fronte dei supergreenpass rafforzati e dei milioni di stipendi sospesi a cittadini immeritevoli di subire tale violenza. Ci impediscono di salire su un autobus o su un treno, di prendere un caffè anche all’aperto, addirittura ora di entrare in una libreria o in un negozio di cosmetici. Abbiamo subito silenti. I nostri creditori hanno avuto le loro garanzie: pagheremo con una libbra di carne, gli italiani borbotteranno ma come sempre subiranno il sopruso.
Altri popoli no. Altri avrebbero reagito. Per questo ciò che è stato fatto, è stato fatto solo in Italia: per ragioni politiche legate al controllo della cittadinanza; per ragioni economiche legate alla nostra coriacea resistenza alla globalizzazione; per ragioni finanziarie legate alla nostra condizione di Paese immensamente indebitato, ancor di più dopo le finte elargizioni del Pnrr.
Ora hai capito Andrea perché solo in Italia?
Mario Adinolfi




