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Vaccini Covid, effetti avversi: le parole della Regione e i dati Aifa

Vaccini Covid, effetti avversi: le parole della Regione e i dati Aifa
Vaccini Covid, effetti avversi: le parole della Regione e i dati Aifa

Nel periodo tra il 27 dicembre 2020 e il 26 settembre 2021 si sono registrate 608 segnalazioni di morte in Italia

Nel periodo tra il 27 dicembre 2020 e il 26 settembre 2021 si sono registrate 608 segnalazioni di morte in Italia


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La Regione Emilia-Romagna ha prodotto una serie di video pillole sui vaccini realizzate dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta regionale, in collaborazione con l’Azienda sanitaria della Romagna – sede di Ravenna. “Non esitare, vaccinati. Domande e risposte sui vaccini anti-Covid” è il titolo della serie.
A rispondere sono le dottoresse Giulia Silvestrini e Viviana Santoro, medici del Dipartimento di Sanità Pubblica - Unità operativa Igiene e Sanità Pubblica, Ravenna - Ausl Romagna.
Proponiamo qui sopra il video prodotto dalla Regione riguardante le reazioni avverse. In particolare sulle miocarditi e pericarditi ecco le parole della dottoressa Silvestrini. 'La probabilità di avere una miocardite o una pericardite in seguito a un vaccino del Covid 19, esiste ma è rarissima. Si tratta di eventi veramente sporadici verificatisi soprattutto con vaccini a Mrna nella popolazione del giovane adulto di sesso maschile'.

Per completezza ricordiamo i dati sulle reazioni avverse pubblicate mensilmente da Aifa.

Nel periodo tra il 27 dicembre 2020 e il 26 settembre 2021 sono pervenute 101.110 segnalazioni su un totale di 84.010.605 di dosi somministrate (tasso di segnalazione di 120 ogni 100.000 dosi), di cui l’85,4% riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.
Le segnalazioni gravi corrispondono al 14,4% del totale, con un tasso di 17 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate.
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Come riportato nei precedenti Rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (76% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore.
Comirnaty è il vaccino attualmente più utilizzato nella campagna vaccinale italiana (71,2%), seguito da Vaxzevria (14,5%), Spikevax (12,5%) e COVID-19 Vaccino Janssen (1,8%).
In linea con i precedenti Rapporti, la distribuzione delle segnalazioni per tipologia di vaccino ricalca quella delle somministrazioni (Comirnaty 68%, Vaxzevria 22%, Spikevax 9%, COVID-19 vaccino Janssen 1%).
Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, reazione locale o dolore in sede di iniezione, brividi e nausea.
Nella fascia di età compresa fra 12 e 19 anni, alla data del 26/09/2021 sono pervenute 1.358 segnalazioni di sospetto evento avverso su un totale di 5.623.932 di dosi somministrate, con un tasso di segnalazione di 24 eventi avversi ogni 100.000 dosi somministrate.

I decessi
Complessivamente, dopo aver verificato la presenza di duplicati, ovvero di casi per cui è stata inserita più di una segnalazione, 608 segnalazioni gravi riportano l’esito “decesso” al momento della segnalazione o come informazione acquisita successivamente al follow up.
Il tasso di segnalazione è di 0,72/100.000 dosi somministrate, indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità, simile a quello riportato nel Rapporto precedente.
Il 48,2% (293) dei casi riguarda donne, il 50,8% (309) uomini mentre l’1% (6 schede) non riporta questo dato. L’età media è di 76 anni. Il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso varia da poche ore fino a un massimo di 189 giorni, ove riportato. In 397 casi il decesso è registrato dopo la prima dose e in 211 dopo la seconda.
'Il 71,5% (435/608) delle segnalazioni con esito decesso presenta una valutazione del nesso di causalità con l’algoritmo dell’OMS, in base al quale il 59,5% dei casi (259/435) è non correlabile, il 30,6% (133/435) indeterminato e il 6,2% (27/435) inclassificabile per mancanza di informazioni sufficienti - riporta Aifa -. Complessivamente, 16 casi (3,7%) sui 435 valutati sono risultati correlabili (circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate), di cui 14 già descritti nei Rapporti precedenti. Le rimanenti 2 segnalazioni si riferiscono a 2 pazienti di 76 e 80 anni con condizione di fragilità per pluripatologie, deceduti per COVID-19 dopo aver completato il ciclo vaccinale'.
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