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'Vaccino e Dad, caro assessore gli studenti non vanno discriminati'

'Vaccino e Dad, caro assessore gli studenti non vanno discriminati'

Rossini (Pdf): 'Non vi è obbligo vaccinale: non possiamo permetterci di discriminare gli studenti non vaccinati rispetto a quelli vaccinati'


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“Le dichiarazioni rese dall’assessore Donini sulla stampa nei giorni scorsi (qui l'articolo) a proposito delle prospettive in vista della ripresa delle attività didattiche a settembre non possono essere condivise”. Così interviene Elisa Rossini, consigliere comunale a Modena e membro dell’esecutivo nazionale de Il Popolo della Famiglia.
“Abbiamo letto che l’assessore alla Salute della Regione Emilia Romagna ha promesso mai più didattica a distanza per i vaccinati – continua Rossini – mentre noi diciamo: mai più didattica a distanza per tutti. Dobbiamo puntare diretti alla didattica in presenza senza distinzione tra vaccinati e non, e lavorare per raggiungere questo obiettivo. La posizione espressa dall’assessore Donini sembra già l’inizio di un compromesso che dovrebbe essere considerato inaccettabile da tutte le forze politiche perché a pagarne il prezzo sarebbero ancora una volta i ragazzi”.
Rossini ricorda “le ragioni che hanno portato ad un lunghissimo periodo di didattica a distanza, in particolare nelle scuole superiori, sono note: spazi insufficienti per garantire il distanziamento e trasporto pubblico locale non potenziato. Ora non vorremmo che queste evidenti inadeguatezze venissero fatte ricadere ancora una volta sulle famiglie e sui ragazzi e le affermazioni dell’assessore mi pare vadano purtroppo in questa direzione”.
“Non possiamo permetterci un anno di didattica a distanza
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- conclude Rossini -, e non possiamo nemmeno permetterci di discriminare gli studenti non vaccinati rispetto a quelli vaccinati e ciò considerando che non vi è un obbligo vaccinale e che vi è invece un diritto allo studio costituzionalmente garantito. La dispersione scolastica che è la conseguenza drammatica che discende dall’allontanamento prolungato dei ragazzi dall’ambiente scolastico, ed in particolare proprio dei ragazzi appartenenti a contesti familiari più fragili, porta a situazioni di grave disagio e ad inevitabili tensioni sociali che la politica ha il preciso e prioritario compito di prevenire”.
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