Stessa azione è stata messa in campo dalla Nato. 'Gli alleati della Nato stanno rafforzando il loro sostegno politico e pratico all'Ucraina mentre continua a difendersi dall'invasione su vasta scala della Russia. Migliaia di armi anticarro, centinaia di missili per la difesa aerea e migliaia di armi leggere e munizioni stanno per essere inviate in Ucraina'. Lo rende la Nato spiegando che 'Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito e Stati Uniti hanno già inviato o stanno approvando consegne significative', mentre 'l'Italia sta provvedendo a un sostegno finanziario'. 'Mi compiaccio del fatto che gli alleati stanno aumentando il sostegno all'Ucraina, con ulteriori equipaggiamenti militari, assistenza finanziaria e aiuti umanitari. L'autodifesa è un diritto sancito dallo statuto delle Nazioni Unite e gli alleati stanno aiutando l'Ucraina ad esercitare questo diritto' - ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.
Intanto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto che la decisione del presidente russo Vladimir Putin di mettere in allerta le forze nucleari di deterrenza russe fa parte di un più ampio modello di escalation non provocata e di 'minacce costruite' del Cremlino. 'Putin sta fabbricando minacce che non esistono per giustificare un'ulteriore aggressione', ha detto Psaki ad Abc.
Tutto questo mentre l'Ucraina ha informato l'Iaea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) che i bombardamenti russi di sabato notte hanno colpito due impianti per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari nei pressi di Kiev. L'Ucraina produce metà della sua energia in 15 impianti sparsi nel paese. L'Iaea rassicura che non ci sono state fughe di radiazioni.



