Fondato il 14 gennaio 1826 su volontà del Duca Francesco IV d’Este come Osservatorio Astronomico e affidato alla Regia Università di Modena, l’Osservatorio Geofisico conserva dal 1830 una serie continua di dati meteorologici, riconosciuta a livello internazionale. Nel 2020, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale lo ha ufficialmente riconosciuto come Long-Term Observing Station.Oggi l’Osservatorio non è solo un museo del Sistema dei Musei e Orto Botanico di Unimore (MUSEOMORE), ma un centro di ricerca attivo. Le misure continuano a cura del Gruppo di Ingegneria Ambientale del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” e sono alla base di studi sul clima urbano, sui cambiamenti climatici locali e sul monitoraggio dei flussi urbani di CO₂, con applicazioni rilevanti per le politiche di adattamento e sviluppo sostenibile. Il gruppo di lavoro è formato da Luca Lombroso, Sofia Costanzini, Francesca Despini, Sergio Teggi. :'I 200 anni dell’Osservatorio Geofisico sono per noi una ricorrenza molto importante, che ci tocca da vicino. Sfogliando gli annuari delle osservazioni si fa un viaggio nella storia di Modena, percependo le dinamiche e le difficoltà incontrate dagli scienziati dell’epoca per mandare avanti il loro lavoro. Questo da un lato ci rende estremamente orgogliosi, dall’altro ci esorta ad impegnarci affinché tutti questi sforzi non vadano perduti e le serie di osservazioni dell’Osservatorio di Modena, tra le più lunghe ed ininterrotte d’Italia, possano continuare anche negli anni a venire'.
Il bicentenario rappresenta così non solo una ricorrenza storica, ma la celebrazione di un’istituzione scientifica che da due secoli osserva, misura e interpreta il clima del territorio modenese, coniugando memoria storica e ricerca sulle grandi sfide ambientali del presente e del futuro.


