Il risultato dell’esternalizzazione dell’intramonia, al di là della scelta politica che sta portando sempre più ad una gestione privata delle prestazioni pubbliche, meno pubblica e meno universalistica, aggiunge un costo importante, legato agli affitti passivi a carico dell’Ausl, e che va di fatto a per cosi dire ‘mangiare’, i ricavi che per l’Ausl derivano da una 'normale' attività intramoenia, ovvero con lo specialista Ausl che svolge prestazioni private in spazi e con strumenti della struttura pubblica. Elementi, questi ultimi, che nelle convenzioni vengono affittati all’esterno.
l conti economici dell’operazione Intramoenia con professionisti dipendenti pubblici in studi esterni privati
Dalla delibera firmata dai Direttori sanitario e generale, emerge per l’anno 2026 un quadro economico così composto:Ricavi presunti per l’Ausl da visite intramurarie: 344.000 euro annui, iscritti a bilancio come ALP-Specialistica ambulatoriale”;
Costi per competenze al personale dipendente: 124.000 euro annui, iscritti a bilancio come ALP – Specialistica ambulatoriale (personale dipendente);
Costi per gli spazi e i materiali forniti dal privato: 230.000 euro annui, imputati al conto “affitti passivi”.
A questi si aggiunge il meccanismo di trattenuta aziendale: l’AUSL incasserà i pagamenti delle visite, ripartendoli ai professionisti ma trattenendo il 10% degli introiti, pari a 34.400 euro annui, per la copertura dei costi organizzativi.
E’ chiaro che buona parte ricavi vengono ‘erosi’ dalla spesa per l’Ausl legata agli affitti passivi, legati all’utilizzo di spazi e strumentazione privata e giustificata dal fatto che l’Ausl non avrebbe a disposizione locali e strumentazioni per svolgere quelle attività.
In un anno in cui si inaugurano nuovi poliambulatori, ospedali e Case della Comunità finanziate dal
Tracciabilità garantita, ma a quale prezzo?
L’AUSL precisa che gli studi privati saranno collegati alla propria rete informatica, assicurando la tracciabilità delle prenotazioni e degli incassi di fatture e ticket in conformità alle linee guida regionali. Un requisito di trasparenza fondamentale, ma che non risolve la questione sostanziale: per garantire visite interne ai flussi aziendali, l’azienda paga spazi esterni ai propri muri.Nel testo della delibera si legge la volontà di superare entro il 2026 il ricorso agli spazi sostitutivi. Un impegno formale contenuto anche già nelle relazione della Corte dei Conti del 2025 su analisi del 2024. Un sistema che, come conferma il rinnovo delle convenzioni a tutto il 2026, l’Ausl, evidentemente, non è ancora in grado di superare.


