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L'eccidio delle fonderie, ricordo condiviso con gli studenti

L'eccidio delle fonderie, ricordo condiviso con gli studenti
L'eccidio delle fonderie, ricordo condiviso con gli studenti

Nella cerimonia che ogni anno ricorda la strage degli operai uccisi il 9 gennaio 1950 a Modena, abbiamo incontrato Ermanno Appiani, figlio di Angelo, uno degli operai uccisi insieme ai docenti e agli studenti del progetto 9 gennaio

Nella cerimonia che ogni anno ricorda la strage degli operai uccisi il 9 gennaio 1950 a Modena, abbiamo incontrato Ermanno Appiani, figlio di Angelo, uno degli operai uccisi insieme ai docenti e agli studenti del progetto 9 gennaio


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Ermanno aveva solo 9 anni e abitava con mamma e papà in via Due Canali a Modena, poco distante dalle fonderie, quando suo papà Angelo venne ucciso. Ogni anno, accompagnato dalla nipote, partecipa alla commemorazione che si svolge davanti al cippo ai caduti dove sono fissate le immagini dei sei operai che persero la vita sotto il fuoco della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del lavoro per protestare contro i licenziamenti decisi dalla direzione aziendale. Ma questa mattina Ermanno lo abbiamo incontrato tra gli studenti dell'istituto professionale Corni di Modena che hanno vissuto la commemorazione nell'ambito di un progetto dedicato al 9 gennaio condotto con la collaborazione delle rappresentanze sindacali. Il miglior modo per tramandare la memoria di quei fatti ed il loro significato. Nel video otre al commosso ricordo di Ermanno Appiani, la docente Federica di Padova referente del progetto



Quest’anno la memoria dell’eccidio è affidata anche alla performance multimediale “Il rumore del 9 gennaio” che, con suoni e voci, luci, immagini e musica consente di immergersi nel clima di un luogo diventato simbolo dei conflitti operai del dopoguerra stimolando una riflessione sulla memoria collettiva come strumento per leggere il presente in una data civile fondamentale per la città di Modena.
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L’allestimento “site-specific”, realizzato dal collettivo Soundtracks, è promosso dal Comune di Modena, assessorato alla Cultura, e da Modena Città creativa Unesco per le media arts, ed è frutto della collaborazione tra Centro Musica e Istituto storico di Modena nell’ambito delle iniziative del Comitato per la storia e le memorie del Novecento. L’iniziativa troverà una collocazione permanente negli spazi recuperati delle ex Fonderie il cui cantiere è in corso.

“Il rumore del 9 gennaio” propone una traccia musicale composta per l’occasione e arricchita da registrazioni originali dell’epoca, estratti da documentari storici e fonti sonore contemporanee, integrata con field recording, sound design e innesti vocali. Il linguaggio musicale trae ispirazione principalmente dall’album “The Wall” dei Pink Floyd, in particolare il brano “Goodbye cruel world” riproposto in versione corale, e dalle atmosfere dei Godspeed You! Black emperor. Nella drammaturgia sonora, oltre alla musica rock, anche frammenti audio originali dell’epoca e brani musicali composti dal Collettivo Soundtracks. Il tutto è accompagnato da un lavoro di light design realizzato attraverso un software in grado di tradurre gli impulsi sonori in giochi di luci e di trasformare gli stimoli musicali in elementi visivi all'interno della performance.

Soundtracks è un progetto di residenza artistica del Centro Musica del Comune di Modena che lavora sull’integrazione tra linguaggi musicali e cinematografici.
I musicisti del collettivo Soundtracks coinvolti nell’installazione sonora sono Lorenzo Marra (sintetizzatori e programmazione elettronica), Elena Roveda (flauto), Margherita Parenti (batteria e percussioni), Francesco Iacono (basso e synth), sotto la conduzione musicale di Corrado Nuccini.
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