'Il 14 luglio 2025, con 14 voti favorevoli e 5 contrari, il Consiglio Comunale di Modena approvava la Mozione n. 2414/2025, che invitava il sindaco e la Giunta a richiedere formalmente alla Regione Emilia-Romagna e ad ATERSIR che l’inceneritore di via Cavazza entri in dismissione “il prima possibile e comunque entro e non oltre il 2034”. Un impegno chiaro, votato dall’organo di rappresentanza democratica della città. A distanza di quasi un anno, tutto lascia ritenere che quella richiesta non sia mai partita'. Così il consigliere comunale Maria Grazia Modena ribadisce quanto espresso oggi dal consigliere regionale Fdi Pulitanò.
'La prova più eloquente arriva, paradossalmente, dalla Regione stessa. Il 24 giugno 2026 l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo ha risposto per iscritto a un’interrogazione presentata in Assemblea Legislativa avente ad oggetto proprio il termovalorizzatore di Modena: una risposta articolata, che ricostruisce normativa, flussi di rifiuti e monitoraggi, e che afferma che “la Regione ben conosce la situazione relativa all’inceneritore di Modena”. Eppure, in tutto il documento, non c’è una sola riga sulla Mozione 2414/2025, sulla richiesta di dismissione entro il 2034, su una qualsiasi comunicazione formale pervenuta dal Comune di Modena. La Regione “ben conosce la situazione”, ma evidentemente non conosce la volontà espressa dal Consiglio Comunale di Modena.
Come è possibile, se quella volontà le fosse stata trasmessa? - continua Maria Grazia Modena -. Per fare chiarezza, l’8 giugno 2026 ho presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere quali atti l’Amministrazione abbia adottato in attuazione della mozione. La risposta del Settore Ambiente non è arrivata nei tempi ordinari: con nota del 10 giugno il Comune ha differito i termini di trenta giorni, fino all’8 luglio. Un’Amministrazione che avesse adempiuto avrebbe potuto rispondere in poche ore, allegando una lettera di trasmissione e un numero di protocollo. Trenta giorni per documentare l’attuazione di un proprio atto di indirizzo sono, di per sé, una risposta'.'E se invece la comunicazione ci fosse? Se dalla risposta all’accesso agli atti dovesse emergere che la richiesta alla Regione e ad ATERSIR è stata effettivamente inviata, resterebbe da spiegare la domanda più imbarazzante: quando? Al 24 giugno 2026, data della risposta dell’Assessora Priolo, in Regione nessuno ne sapeva nulla. La Giunta ha avuto quasi undici mesi di tempo, dal 14 luglio 2025 al nostro accesso agli atti dell’8 giugno; se la trasmissione fosse avvenuta soltanto dopo quella data – o addirittura dopo il 24 giugno – non saremmo davanti all’attuazione di un indirizzo consiliare, ma a una corsa ai ripari sollecitata da un’iniziativa di controllo.


