‘Sul futuro del termovalorizzatore di via Cavazza a Modena va in scena il gioco delle tre carte della politica. Da un lato, il Consiglio Comunale impegnava la Giunta a chiedere la chiusura definitiva dell'impianto entro il 2034, dall'altro la Regione Emilia-Romagna svela una verità che suona come una beffa per i cittadini: più Modena differenzia, più l'inceneritore brucerà scarti speciali e industriali da fuori territorio. Siamo davanti a un insulto all'impegno dei modenesi. I cittadini differenziano con costanza e senso civico, pensando di contribuire a un futuro più pulito, mentre la politica regionale e locale usa i loro sacrifici per fare spazio ai rifiuti speciali delle industrie e di altri territori, solo per non spegnere i motori di un impianto obsoleto’. A parlare è il consigliere regionale Fdi Ferdinando Pulitanò.
‘Per anni la sinistra locale ha difeso le forti criticità e i disagi del sistema di raccolta 'porta a porta', sostenendo a più riprese che l'incremento della raccolta differenziata sarebbe stato lo strumento chiave per abbassare l'attività dell'inceneritore e avviarlo allo spegnimento. Una narrazione che oggi viene totalmente demolita dalla stessa Regione: gli impianti industriali sono progettati per lavorare a pieno regime e farli funzionare al di sotto di questa soglia – a causa del vincolo del cosiddetto 'carico termico' – peggiorerebbe le emissioni o richiederebbe l'uso di gas metano ausiliario.
Al diminuire dei rifiuti urbani indifferenziati grazie ai sacrifici dei modenesi, la quota mancante viene sistematicamente saturata aumentando l'ingresso di rifiuti speciali e industriali. Il 'porta a porta' serve a fare spazio agli scarti altrui, non a spegnere i camini.A luglio dell'anno scorso la maggioranza in Consiglio Comunale di Modena aveva messo nero su bianco che l'aumento della quota di rifiuti avviati a riciclo e la riduzione del rifiuto pro capite sarebbero stati i veri presupposti strutturali per avviare il percorso istituzionale di chiusura di via Cavazza. Ma i dati ufficiali ARPAE del 2025 smentiscono nei fatti questa visione, fotografando il fallimento della loro stessa linea politica: l'inceneritore ha bruciato ben 196.179 tonnellate di rifiuti, in netta crescita rispetto alle 187.487 del 2024. Il 57% del totale (110.902 tonnellate) è costituito da rifiuti speciali commerciali provenienti da fuori provincia e fuori regione. Di contro, i rifiuti urbani prodotti dall'intera provincia di Modena rappresentano ormai meno di un terzo del totale (59.112 tonnellate). Questo non è servizio pubblico, è un business privato sulla nostra salute. La normativa consente a Herambiente S.p.A.
Ci troviamo di fronte a un'operazione di puro trasformismo e ipocrisia politica da parte della sinistra locale. Per anni il Partito Democratico e la maggioranza che governa Modena hanno venduto il 'porta a porta' come l'unica via retta e progressista per lo spegnimento di via Cavazza, siglando impegni solenni davanti alla città. Oggi, quella stessa mozione di dismissione è stata scientemente nascosta e lasciata a marcire nei cassetti della Giunta, nel silenzio più totale. La verità è che la sinistra modenese e regionale sta cinicamente prendendo in giro i propri elettori: ha costruito una narrazione ecologista di facciata per giustificare i cassonetti straripanti, i disservizi e le strade sporche, usandola come paravento per nascondere la totale subalternità ai bilanci e ai dividendi del colosso Hera.


