'Non riteniamo possibile immaginare il mantenimento della situazione attuale, ma crediamo sia necessario intervenire sia a livello legislativo che a livello locale, non solo per arginare le problematiche, ma perché crediamo che l’ordine e la sicurezza pubblica siano seriamente minate: le recentissime posizioni di sindacati come la Fiom Cgil e di parlamentari di centrosinistra riguardo gli stranieri, sono la conferma di ciò che sosteniamo come sindacato Siulp da tempo, ma anche di qualche sparuto questore coraggioso, come l’ex di Torino De Matteis o l’attuale di Bologna Fusiello. Stiamo dicendo da tempo, come Siulp, che la normativa per l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri andrebbe rivista in maniera radicale: uno status, quello dell’immigrato, che discende da norme di origine napoleonica, poi mutuato nel ventennio fascista in un problema di sicurezza, di cui la Polizia di Stato deve farsi completamente carico - continua Butelli -. L’ostinarsi pervicacemente nel non trovare una soluzione per gli impiegati interinali degli Uffici Immigrazione di Questure e Prefetture, è un altro grave problema che si riflette in vari modi sulla sicurezza del Paese, sottraendo risorse umane al controllo del territorio e incentivando la clandestinità'.
'A livello locale, pensiamo che sia necessario individuare ulteriori strade, in particolare per i minori stranieri non accompagnati, problematica che sta assumendo dimensioni enormi non di certo per motivi casuali, ma perché è probabilmente redditizio per chi manovra nell’ombra. Al di là di ciò che si può fare, ad esempio, con il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, si potrebbe forse pensare a progetti come quello sollecitato dal Siulp di Roma, che attraverso i fondi FAMI del Ministero dell’Interno e la CRI, ha visto nascere “Capace”, per la presa in carico dei minori non accompagnati. Ma dietro a questi ragazzi vi è un business enorme, gestito probabilmente da quella che possiamo definire una forma di criminalità organizzata, che li individua nel paese di origine, li fa entrare in Italia, li porta a Modena e, istruendoli su cosa dire, li accompagnando sin davanti alla Questura, per poi recuperarli non appena possibile e destinarli a traffici illeciti, come lo spaccio di sostanze stupefacenti - chiude Butelli -.


