'Ognuno di noi ha un proprio Guccini. Una frase di una canzone che torna alla mente nei momenti importanti della vita, una pagina di un suo libro, un verso che ci è rimasto dentro. Quando se ne va un artista come lui, non perdiamo soltanto un grande protagonista della cultura italiana: salutiamo qualcuno che, in modi diversi, ha fatto parte della nostra storia personale.
Per me è anche questo. Da ragazzo sono cresciuto con le sue canzoni. Hanno accompagnato gli anni delle domande, delle amicizie, degli ideali, della scoperta del mondo. Come è accaduto a tanti della mia generazione. Guccini è riuscito, con una sincerità rara, a dare parole a sentimenti che spesso non sapevamo ancora esprimere.
Era nato a Modena, quella che definì 'piccola città, bastardo posto': poche parole nelle quali c'erano insieme l'affetto per le proprie radici e il bisogno di guardare oltre. Ma Modena rimase sempre parte della sua identità come dimostrò il concerto del 2010 in piazza Grande. Qui studiò al Sigonio, allora Istituto Magistrale, e teneva profondamente al fatto che quella scuola continuasse a vivere nella sua sede storica, come avverrà al termine dei lavori di riqualificazione.
Da sindaco provo oggi un dolore che è anche quello della nostra comunità. Modena perde uno dei suoi figli più illustri, una voce capace di raccontare il nostro tempo con libertà, ironia, profondità e umanità. Da cittadino, invece, sento di salutare una persona che ha accompagnato un pezzo della mia vita e di quella di milioni di italiani.
Le persone se ne vanno. Le loro parole, se sono vere, restano. E quelle di Francesco Guccini continueranno ad accompagnarci ancora a lungo, nelle nostre case, nelle nostre automobili, nei ricordi di intere generazioni. Perché ci sono canzoni che non finiscono quando si spengono le note: continuano a vivere dentro chi le ha ascoltate'.
Alle parole del sindaco si unisce l'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi: 'Trovare le parole per descrivere cosa è stato Francesco Guccini e cosa ha rappresentato per Modena, per la cultura italiana, è impresa ardua: per me, per intere generazioni è stato un maestro e una guida.
Messaggio di cordoglio anche dal Presidente della Regione, Michele de Pascale, e dall'assessore regionale alla Cultura, Gessica Allegni:
'Oggi l'Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte'.
Il mondo della musica e dell'arte: i messaggi giunti in redazione
Luciano Ligabue: 'Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene'.La PFM - Premiata Forneria Marconi: 'Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te.
Antonello Venditti: 'Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione… Mancherai al futuro e a tutti noi! GRAZIE FRANCESCO e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra'.
Cristiano De André: 'Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve
Eugenio Finardi: 'Con Francesco Guccini se ne va una delle più importanti figure del dopoguerra italiano. Ha raggiunto Fabrizio, Franco, Pino, Ivan e troppi altri che hanno segnato un’era storica straordinaria per la canzone popolare italiana'.
Il Club Tenco: 'Per noi del Club Tenco Francesco Guccini non era solamente un cantautore. Era un punto di riferimento assoluto, uno dei primissimi che ha creduto nella forza visionaria dell'idea di Amilcare Rambaldi: presente già prima della rassegna e della nascita del Premio Tenco, molto generoso in tutti questi anni.
Con alcuni di noi il rapporto era diventato un legame profondo e fraterno. Dell'intellettuale e del cantautore sappiamo tutto: ha rivoluzionato la direzione della canzone italiana, ha creato una dignità letteraria che prima era messa in discussione, perché la canzone sembrava un'arte di serie B.
Francesco Guccini è stato un artista straordinario, che ha abbracciato tutte le potenzialità della canzone: da quella di lotta a quella intima, dagli americani ai francesi, lui è stato un raccordo e un caleidoscopio di capacità artistiche. Il Club Tenco non sarebbe stato lo stesso senza Francesco Guccini: La nostra gratitudine è immensa, il nostro dolore incolmabile'
Mauro Pagani: 'Francesco, sei stato un libero pensatore e il testimone di un’Italia che sa ancora rispecchiarsi nelle proprie radici, senza perdere di vista l’orizzonte.
Mostrarsi coerente per decenni, fedele alla propria coscienza, è la lezione più nitida che ci consegni. La tua voce burbera, che da stamattina, mi risuona costantemente nella testa e nel cuore, ci ricorda che l’indipendenza di pensiero non è una posa, ma un esercizio quotidiano da difendere a ogni costo.
Il tuo tragitto, Amico mio, testimonia una rara coerenza nell’arte e nella vita.
Le tue strofe vive, uno sguardo acceso sul mondo vicino e lontano. Sei sempre stato capace di passare con naturalezza dai dettagli minimi della vita di provincia, alle grandi vicende storiche.
Il tutto stemperato da quella goliardia schietta fatta di tavole imbandite, vino sincero, dove l’amicizia si faceva racconto.
Buon viaggio Francesco, una carezza a te ovunque tu sia'.



