Ieri sera il parco Ducale di Modena ha ospitato la premiazione delle eccellenze di vini e cantine del territorio emiliano-romagnolo, un evento curato dall'Ais (Associazione italiana sommelier). Per la provincia di Modena hanno ricevuto il diploma di eccellenza una serie di vini storici modenesi e tra questi, per la prima volta, anche Biòss ha ricevuto due Eccellenze con i suoi: Sorbara 711/25 Spumante Rosè Pas Dosè Metodo Classico 2020 e Rosè 150/9 Spumante Pas Dosè Metodo Classico 2020.
'Metodi classici che produciamo il primo da appena 2 anni e il secondo da 4 - spiega Filippo Gianaroli -. Biòss è un termine dialettale che significa 'nudo', senza aggiunte e proprio questa 'naturalezza' la abbiamo trasportata nel nostro vino, senza compromessi. Dopo una lunga ed attenta ricerca abbiamo ripreso e sviluppato, declinandole al presente, le motivazioni e le tecniche che in passato avevano spinto i monaci benedettini, a cavallo tra il XVII e XVIII secolo, a trasformare un processo di produzione in una vera e propria forma d’arte. I 6 ettari di vigne sono tutte sulle colline di Castelvetro e si estendono su una superficie di oltre 10 ettari, tutti in terreni storicamente votati alla produzione di vino. I vitigni coltivati sono il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il Trebbiano Modenese, il Malbo Gentile e l’Ancelotta; per il Lambrusco di Sorbara, Biòss si affida da sempre all’amico e compagno Cristian Forti e ai suoi vigneti a Villanova. Tutte le lavorazioni sono effettuate a mano. Ogni bottiglia di metodo classico è unica. Bottiglie numerate a mano. Resa inferiore al 50%. Le produzioni sono pensate per affinamenti a 12,24,36,48,60 mesi con l'obiettivo di arrivare, per qualche annata magica, oltre i 240 mesi di affinamento'.
Bioss, il nuovo vino targato Gianaroli a Castelvetro è già Eccellenza
'Biòss è un termine dialettale che significa 'nudo', senza aggiunte e proprio questa 'naturalezza' la abbiamo trasportata nel nostro vino, senza compromessi'
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