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C'è futuro per il motore a due tempi? A Modena il primo convegno in Italia sul tema

C'è futuro per il motore a due tempi? A Modena il primo convegno in Italia sul tema

Dal 23 al 25 settembre evento coorganizzato da Unimore, con oltre 100 partecipanti da 18 paesi


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Quale futuro possono avere i motori due tempi in uno scenario che richiede di ridurre le emissioni di CO₂? È la domanda al centro di DI2S 2026, il convegno internazionale che si terrà a Modena dal 23 al 25 settembre, co-organizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia e da DI2S Consulting & Training di Parigi. Alla sua sesta edizione, l’incontro arriva per la prima volta in Italia e riunisce oltre cento partecipanti provenienti da 18 Paesi.

 

I lavori si svolgeranno presso la Camera di Commercio di Modena, a Palazzo Molza. Il programma scientifico spazia dai combustibili alternativi, come idrogeno, ammoniaca, biocombustibili ed e-fuels, alle soluzioni costruttive innovative e all'integrazione dei motori due tempi nella propulsione ibrida e nei sistemi sostenibili di produzione di energia, fino all'impiego di strumenti avanzati di progettazione e simulazione. Il confronto riguarderà applicazioni molto diverse: dagli attrezzi portatili e dai fuoribordo fino ai grandi motori navali. I motori due tempi, apprezzati per la leggerezza e l’elevata potenza in rapporto al peso, sono utilizzati anche nelle moto e nei droni.

 

La giornata di mercoledì 23 settembre sarà dedicata a due corsi tecnici e alle visite ai musei Pagani e Ferrari.
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Le sessioni scientifiche inizieranno giovedì 24 settembre, alle ore 9.00, con la partecipazione della Rettrice di Unimore Rita Cucchiara, del Direttore del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, Francesco Leali e del Presidente della Camera di Commercio di Modena, Giuseppe Molinari. Il convegno si concluderà nel pomeriggio di venerdì 25 settembre.

 

Tra i relatori figurano esperti accademici internazionali e rappresentanti di aziende attive nel settore, tra cui EMAK, STIHL, Kawasaki Heavy Industries, Husqvarna, BRP, WinGD, Everllence, Wärtsilä e FEV. Le undici università e istituzioni accademiche partner comprendono Brunel University London, IFP School, Universitat Politècnica de València, TU Graz, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Università di Firenze, Hiroshima University, Chiba University, Tianjin University e Harbin Engineering University.
Per Unimore, il convegno si inserisce in un’attività di ricerca sui motori due tempi sviluppata da anni attraverso collaborazioni con aziende ed enti di ricerca e progetti finanziati. I Proff. Enrico Mattarelli e Carlo Alberto Rinaldini sono co-chairman dell’edizione modenese insieme a Pierre Duret, già docente all’IFP School di Parigi, che presiede il convegno. Il gruppo di ricerca dell’Ateneo presenterà due lavori nati da progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna: uno su un motore a pistoni contrapposti, alimentato con combustibili sostenibili, per la generazione elettrica, l’altro su un motore due tempi sviluppato per una moto ibrida
insieme a un’azienda del territorio.

 

«È un onore ospitare a Modena, per la prima volta in Italia, la comunità internazionale impegnata nella ricerca e nello sviluppo dei motori a due tempi», dichiara il prof. Carlo Alberto Rinaldini, co-chairman del convegno. «La risposta è stata molto positiva: oltre cento partecipanti da diciotto Paesi, in rappresentanza dei principali costruttori del settore, dagli attrezzi portatili ai motori navali, e di università ed enti di ricerca di primo piano, dalla Brunel University all’IFP School di Parigi, da Valencia a Graz, da Hiroshima a Tianjin, dal Politecnico di Milano alle università di Bologna e Firenze, fino al CNR. Il motore a due tempi può avere un ruolo importante da giocare nei prossimi anni, nelle applicazioni di piccola taglia, come gli attrezzi portatili, così come nella mobilità e nella produzione di energia. Per cogliere queste opportunità occorre ripensarlo, adattandolo all’impiego di combustibili sostenibili e all’integrazione nei sistemi di propulsione ibrida e di conversione dell’energia da fonti rinnovabili. A queste sfide è dedicata gran parte dei lavori del convegno, ed è in questa direzione che si muove anche la ricerca del nostro gruppo».
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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