I Carabinieri del NAS di Parma hanno portato a termine una vasta operazione di controllo a Modena e provincia, focalizzata sulla sicurezza alimentare e sul rispetto delle norme igienico-sanitarie nei locali pubblici. Il bilancio degli accertamenti, diffuso l'8 settembre 2026, ha costretto i militari a disporre l'immediata sospensione di un ristorante, al sequestro di oltre 330 chili di alimenti non conformi e all'elevazione di sanzioni amministrative per un valore complessivo di 13.000 euro.
La situazione più critica è stata riscontrata in un ristorante situato nel capoluogo. Al termine dell'ispezione, i militari hanno sequestrato circa 300 chili di cibo, tra cui carne, pasta e semilavorati, per un valore stimato di 3.000 euro. Gli alimenti sono risultati in parte privi di tracciabilità e in parte già scaduti. Il locale proponeva inoltre ai clienti falsi prodotti Dop, non corrispondenti a quanto indicato nel menù. A far scattare la chiusura immediata dell'attività sono state però le gravissime carenze igieniche, con la presenza diffusa di escrementi di roditori nei locali della cucina. Per il titolare è scattata una multa di 3.000 euro.
I controlli si sono poi estesi alla zona pedecollinare della provincia, dove è stato monitorato un secondo ristorante.
Anche in questo caso le condizioni di conservazione del cibo hanno evidenziato forti criticità, in particolare all'interno della cella frigorifera, dove i Carabinieri hanno riscontrato la presenza di sporco vetusto. L'ispezione si è conclusa con il sequestro di 30 chili di prodotti alimentari (carni, paste fresche e semilavorati) e con una sanzione amministrativa di ben 7.000 euro a carico dei gestori.L'ultimo intervento ha riguardato un supermercato all'ingrosso di Modena città. All'interno della struttura, i Nas hanno individuato e sequestrato circa 4 chili di totani conservati a una temperatura nettamente superiore rispetto ai limiti di legge, con evidenti rischi per la salute dei consumatori. Le celle frigorifere del punto vendita presentavano inoltre accumuli eccessivi di ghiaccio e una scarsa pulizia generale. L'irregolarità è costata al legale rappresentante una multa di 3.000 euro.
Come da prassi per questa tipologia di accertamenti a tutela della salute pubblica, le autorità non hanno diffuso le insegne specifiche delle attività sanzionate.



