'“Deplorevole atteggiamento”, “debolezza dei vertici della Diocesi”, “Superficialità e disinteresse dell’arcivescovo e dei suoi stretti collaboratori”, “grigiore di musiche banali”, “sciagurato gesto”, “giochi di potere”, “totale indifferenza alla Liturgia”, “deplorevole gesto”… queste espressioni del Maestro Giovanni Conti, a nome dell’intero Consiglio direttivo dell’AISCGre, ricordano la musica sguaiata dei Rave Party, più che le melodiose note gregoriane; e, come tali, queste esternazioni si ambientano meglio nei capannoni occupati che nelle armoniose navate del Duomo di Modena o della Chiesa abbaziale di Nonantola'.
Così il vescovo di Modena don Erio Castellucci replica a quanto affermato stamattina dal presidente dell'Associazione internazionale Studi Canto gregoriano e pubblicato da La Pressa.
'Forse il Maestro poteva meditare meglio il suo istintivo spartito, ricordandosi anche delle provvidenziali pause, che aiutano a riprendere fiato, modulare la voce e dare il giusto peso alle parole. L’identificazione, da lui operata acriticamente, tra l’interruzione del rapporto di lavoro con il Maestro Bononcini e la cura del Canto gregoriano a Modena, costituisce un’interpretazione arbitraria e fantasiosa della vicenda e delle sue implicazioni - continua il Vescovo -. Respingo al mittente gli aggettivi e i sostantivi da lui utilizzati, inclusi i due “deplorevoli” e i sospetti di “giochi di potere”; e poiché, al termine della sua gratuita invettiva, evoca addirittura lo “Stato di diritto”, le forze sindacali e i rappresentanti legali – soggetti degni di miglior causa – gli ricordo che esiste anche, e proprio nella “Repubblica italiana”, il reato di diffamazione a mezzo stampa e social; e che, prima ancora, esiste il dovere della buona educazione'.
Cappella musicale Duomo, vescovo Castellucci: 'Ricordo esiste reato di diffamazione'
'Queste espressioni del Maestro Giovanni Conti, a nome dell’intero Consiglio direttivo dell’AISCGre, ricordano la musica sguaiata dei Rave Party'
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