'In pratica per recuperare i punti patente persi ho frequentato un corso in una autoscuola convenzionata, costo di 300 euro per 20 ore complessive - spiega Pezzullo -. Il problema è che non solo non è previsto alcun esame finale, ma il corso si riduce alla visione di un video, con l'istruttore che si limita ad accendere lo schermo e senza alcun tipo di interazione. Unico obbligo, la firma all'ingresso e all'uscita'.
'Io dopo il corso del recupero punti, ho fatto anche quello per il rinnovo della Cqc (l'abilitazione professionale che gli autotrasportatori devono avere per legge ndr) e posso testimoniare che il tutto si è risolto in una semplice perdita di tempo - continua Pezzullo -. Se ho perso punti per una infrazione, significa che non conosco le regole e devo impararle di nuovo appunto attraverso corsi specifici, invece così tutto è grottesco'. Insomma, le regole della 'patente a punti' introdotte nel 2003 nel nome di una maggiore sicurezza stradale, si possono ridurre a un semplice meccanismo burocratico e del tutto svincolato da una effettiva funzione didattica.
Quanto testimoniato da Pezzullo si riferisce a una autoscuola della Regione Campania (il video peraltro, come spiega l'autotrasportatore, è stato realizzato nella piena consapevolezza dei titolari stessi), ma lo stesso avviene in altre parti d'Italia, come testimoniano altri autotrasportatori, tutti perfettamente consapevoli di come funziona questo sistema.
'Molti istruttori si comportano in questo modo semplicemente perchè seguono le direttive previste, anche per loro è frustrante svilire in quel modo la professionalità - spiega Simone, autotrasportatore di Padova -. In pratica i corsi per il recupero punti si traducono in ore passate all'interno di una autoscuola a guardare video banali su problematiche stranote a chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane. Una realtà che, come mi confermano tanti colleghi, si ripete ovunque, al Nord e al Sud d'Italia'.
Giuseppe Leonelli


