Dei 194 bambini del campione risultati positivi, riferiscono gli autori della ricerca, 140 hanno eseguito il tampone a domicilio, i restanti 54 in ospedale. Le caratteristiche cliniche tra i due gruppi erano simili, con sintomo prevalente la febbre ed i sintomi respiratori e gastrointestinali. Nessuno ha avuto insufficienza respiratoria. I pazienti gestiti in ospedale hanno eseguito nel 66% dei casi esami ematici o radiografia del torace e nel 50% dei casi hanno ricevuto terapia antibiotica, percentuali significativamente più alte rispetto ai pazienti gestiti sul territorio. Ma il dato piu rilevante, sottolineano i ricercatori, è stato che solo uno dei pazienti gestiti al domicilio è stato successivamente ricoverato (0,7% dei positivi), rispetto a 26 tra i pazienti gestiti in ospedale (48% dei positivi). 'Ovviamente- si legge nel testo dello studio- è possibile che ci sia stato un bias di selezione, ovvero che chi è andato in ospedale fosse più grave e quindi sia stato ricoverato, ma se andiamo a vedere la durata media del ricovero di 2,5 giorni ed il fatto che nessuno abbia avuto insufficienza respiratoria, è plausibile pensare che il ricovero sia legato più ad un atteggiamento prudenziale rispetto ad una malattia poco conosciuta che non ad una reale indicazione clinica. Lo stesso- constata l'equipe di ricerca- vale anche per l'elevato numero di esami e radiografie eseguite nei pazienti gestiti in ospedale. E questo atteggiamento prudenziale è evidente anche analizzando l'età media dei bambini gestiti in ospedale che è risultata di 2 anni, rispetto ai 12 anni di quelli gestiti sul territorio.
Covid Emilia Romagna, su 194 bimbi contagiati nessuno grave
Ecco i dati riferiti alla prima ondata nei bambini. Nessuno comunque ha avuto insufficienza respiratoria
Dei 194 bambini del campione risultati positivi, riferiscono gli autori della ricerca, 140 hanno eseguito il tampone a domicilio, i restanti 54 in ospedale. Le caratteristiche cliniche tra i due gruppi erano simili, con sintomo prevalente la febbre ed i sintomi respiratori e gastrointestinali. Nessuno ha avuto insufficienza respiratoria. I pazienti gestiti in ospedale hanno eseguito nel 66% dei casi esami ematici o radiografia del torace e nel 50% dei casi hanno ricevuto terapia antibiotica, percentuali significativamente più alte rispetto ai pazienti gestiti sul territorio. Ma il dato piu rilevante, sottolineano i ricercatori, è stato che solo uno dei pazienti gestiti al domicilio è stato successivamente ricoverato (0,7% dei positivi), rispetto a 26 tra i pazienti gestiti in ospedale (48% dei positivi). 'Ovviamente- si legge nel testo dello studio- è possibile che ci sia stato un bias di selezione, ovvero che chi è andato in ospedale fosse più grave e quindi sia stato ricoverato, ma se andiamo a vedere la durata media del ricovero di 2,5 giorni ed il fatto che nessuno abbia avuto insufficienza respiratoria, è plausibile pensare che il ricovero sia legato più ad un atteggiamento prudenziale rispetto ad una malattia poco conosciuta che non ad una reale indicazione clinica. Lo stesso- constata l'equipe di ricerca- vale anche per l'elevato numero di esami e radiografie eseguite nei pazienti gestiti in ospedale. E questo atteggiamento prudenziale è evidente anche analizzando l'età media dei bambini gestiti in ospedale che è risultata di 2 anni, rispetto ai 12 anni di quelli gestiti sul territorio.
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