I tubi ammalorati e le numerose perdite nell'impianto evidenziate anche nel documento non sono certo cosa di oggi. Il fatto che l'impianto si sia deteriorato al punto da non essere in grado di garantire condizioni ambientali adeguate forse era evitabile, almeno in parte con una ricognizione in anticipo rispetto all'emergenza caldo. Fatto sta che il problema emerge solo ora quando le condizioni sono tali da, dichiara il Comune, compromettere il funzionamento della struttura e rendere urgente l'intervento per tutelare gli ospiti.
Da qui il via libera del Comune ad un intervento da 74.195 euro, finanziato con avanzo vincolato, per sostituire interi tratti di linea del circuito fancoil e della UTA. Le offerte tecniche del Consorzio Sociale Città di Modena, che sosterrà i costi dell'intervento per poi essere rimborsato dal Comune, parlano di tubazioni da smantellare, nuove linee in polipropilene da installare e isolamento completo da rifare. Un lavoro massiccio, che non nasce certo da un guasto improvviso: le perdite “in più punti” descritte nella determina indicano un deterioramento progressivo, che avrebbe potuto forse essere intercettato prima.
Una residenza per anziani non può permettersi di scoprire solo a giugno, con temperature che sfiorano i 40 gradi, che il proprio impianto di raffrescamento è in condizioni critiche. Eppure è successo.
Gi.Ga.

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