Incuriositi dal non ricevere, in redazione, segnalazioni di degrado e di disservizio dalla zona Musicisti, abbiamo attraversato in lungo e in largo la grande area residenziale, alla porta est del centro storico. Densamente popolata. Compresa tra il grande rettangolo urbano nel perimetro disaegnato da via Bonaccini, via Ciro Menotti, via Emilia Est e via Divisione Acqui. L'immagine che ci è apparsa è stata subito quella di una sorta di isola felice. Lontana dai clamori e dalle polemiche di altre, anche adiacenti, zone della città dalle quali, ancora oggi, le segnalazioni e le immagini di aree cassonetti stracolme di sacchi gialli e blu, se non trasformate in discarica, abbondano. Tra mille, giustificate, critiche e lamentele.
Il perché balza subito agli occhi. Non c'è degrado e nessun disordine non perché il porta a porta funziona ma perchè qui è ancora attiva la raccolta tradizionale. Il porta a porta di fatto, non c'è. Tutti i cassonetti, di tutte le tipologie (carta, indifferenziato, vetro, umido), sono ancora li dove sono sempre stati. Usati correttamente. All'esterno non c'è nessun sacchetto, nessun cassonetto è strabordante. Nessun segno di inciviltà. Da via Bonaccini a viale verdi, da via Mascagni a San Giovanni Bosco. Il conferimento, da parte dei cittadini, è corretto e nel raffronto con altre zone questa è una isola felice. Una fotografia, anzi tante fotografie (solo alcune le proponiamo qui), quelle scattate a quei cassonetti ben allineati e, per quanto contenitori di rifiuti, comunque 'puliti', che non può e non deve essere alibi per contrastare la modalità della raccolta porta a porta, che come anche altre esperienze anche in analoghi centri italiani funziona ed è necessaria per raggiungere livelli ed obiettivi più alti di differenziata, ma per riflettere su un ennesima anomalia, in negativo, tutta modenese. Che ancora non ha trovato soluzione.
Gi.Ga.


