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E oggi La Pressa compie tre anni

E oggi La Pressa compie tre anni

La leggerezza di Paride. I numeri de La Pressa, quelli certificati dai motori di ricerca, fotografano un costante aumento degli utenti e dei lettori. L'obiettivo che ci poniamo per i prossimi tre anni è crescere ancora


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Oggi, 24 aprile 2020, La Pressa festeggia i suoi primi tre anni. Tre anni per certi versi lunghissimi e per altri invece davvero volati via. Per chi si occupa di fare informazione in genere è poco opportuno parlare di se stessi. Oggi però, proprio perché è il nostro compleanno, ci permettiamo questa piccola digressione.

La Pressa è nata il 24 aprile 2017 dall’incontro imprevedibile di tre persone molto diverse tra loro, per carattere, idee, esperienze lavorative che a un certo punto hanno deciso insieme di dare vita a questo giornale. Una sfida enorme in un contesto quello dell'editoria, fortemente compromesso attraversato da una crisi senza precedenti, in piena trasformazione tra la carta e il web. In un contesto quello territoriale modenese ed emiliano-romagnolo, che solo chi lo vive e lo conosce profondamente sa quanto sia da molti punti di vista chiuso e autoconservatore. Un contesto nel quale svolgere la professione giornalistica rappresenta una sfida tanto complicata quanto gratificante, da vivere cercando di mantenere lo sguardo vigile e attento sulla città e sulla Regione, sui suoi accadimenti, il suo Governo, il mondo economico che più di atri ne determina e ne plasma ogni aspetto.

Perché oltre le parole di circostanza, che ci vedono tutti concordi nel volere una stampa libera e indipendente, alla prova dei fatti non è affatto così.

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Ed è con questa realtà che La Pressa in questi tre anni si è trovata a fare i conti. Chi governa mal tollera le critiche, e quando può ne spegne, compiacendosene, la voce. L'opposizione purtroppo fa più o meno altrettanto. La consapevolezza di quanto sia pericoloso uniformare anche l'informazione quasi ad unico pensiero o volerla relegare al racconto di fatti marginali senza approfondimenti politici economici, sta davvero in pochi. L'essere tifosi frettolosi del proprio interesse senza visione collettiva è una deriva in cui è facile cadere.

Altro tema fondamentale, banalizzato pericolosamente negli ultimi anni, è quello dei finanziamenti ai giornali tutti (giornali sono solo quelli che hanno le caratteristiche previste dalla normativa che appunto ne definisce i perimetri)  perché se è vero che in passato si sono avute delle storture in questo senso, è pur vero che una informazione plurale e libera dovrebbe poter essere indipendente dalla politica e dai poteri economici. Solo così può non essere il megafono di grandi gruppi imprenditoriali, politici o comunque di portatori di interessi di parte.

Questo dovrebbe essere un concetto chiaro.

Per questo la nostra sfida in questi tre anni è stata ancora più grande: noi oltre ad essere i giornalisti che scrivono il giornale e che lo pensano tutti giorni, siamo anche editori stessi. Sfida nella sfida.

Fare un giornale on line ovviamente obbliga allo stesso impegno e dedizione della carta stampata. In questi anni abbiamo incontrato nuovi amici di penna, qualcuno ci ha apprezzato e sostenuto, altri ci hanno tolto la pubblicità perché magari abbiamo criticato i partiti di riferimento, altri ci hanno garantito quotidianamente un appoggio morale e per questo li ringraziamo.

I numeri de La Pressa, quelli certificati dai motori di ricerca, fotografano un costante aumento degli utenti e dei lettori. L'obiettivo che ci poniamo per i prossimi tre anni è crescere ancora e diventare per i modenesi e per i cittadini dell'Emilia Romagna sempre più punto di riferimento per una informazione libera e approfondita.

Auguri a La Pressa.
E un grazie particolare a Paride Puglia per la sua fantasia e al nostro webmaster Michele Maddi per la sua geniale costanza. Oltre, ovviamente, a tutti i lettori. Senza i quali La Pressa non ci sarebbe.

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