Il paziente è stato seguito quindi con successo dal Team Emergenze dell’Ospedale Civile: il Pronto Soccorso, diretto dal dottor Geminiano Bandiera, l’Anestesia e Rianimazione e Terapia Intensiva, diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini, la Chirurgia Generale, d’urgenza e Nuove Tecnologie, diretta dalla dottoressa Micaela Piccoli, la Chirurgia Vascolare, diretta dal prof. Roberto Silingardi, la Radiologia, diretta dal dottor Antonio Zagnoli e Medicina Interna d’urgenza (MIDU), diretta dal dottor Giovanni Pinelli. Fondamentale il supporto del personale infermieristico del Blocco Operatorio e dei reparti coinvolti.
“Questo caso – si sono complimentati i Direttori generali di AUSL e AOU, Anna Maria Petrini e Claudio Vagnini – è davvero un ottimo esempio di gestione di un paziente critico in modo multidisciplinare; un’orchestra di professionisti con un unico spartito, rispettando tempi e ruoli con l’unico obiettivo: salvare la vita del paziente in pericolo. Vogliamo fare i complimenti a tutto il personale sanitario per l’ottimo lavoro”.
“Il plusvalore in questo tipo di emergenze – spiega il dottor Geminiano Bandiera, Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile e del Dipartimento Interaziendale di Emergenza-Urgenza – è rappresentato dal lavoro di squadra polispecialistico che da sempre caratterizza il nostro operare in emergenza, a partire dall’intervento del 118 che ha compreso il problema e condotto il paziente nel luogo appropriato. A questo approccio, ormai consolidato, si aggiunge l’acquisizione di nuove competenze tecniche quali l’utilizzo del pallone aortico e di strategie quali, in questo caso, la damage control surgery.
“Quel giorno è giunta una chiamata alla Centrale Operativa 118 Emilia Est per un malore in un luogo di lavoro - racconta Marcello Baraldi, Responsabile Medico del 118 di Modena – La Centrale ha inviato sul posto un’ambulanza con infermiere a bordo il quale, dopo aver rilevato un grave quadro clinico e strumentale di shock caratterizzato da valori allarmanti di bassa pressione, ha prontamente iniziato le manovre per stabilizzare il paziente e contestualmente ha richiesto a supporto l’intervento dell’elisoccorso. Sul posto è giunto in breve tempo l’elicottero di Bologna il cui team ha proseguito insieme all’equipe infermieristica le manovre per poi trasportare il paziente presso il Pronto Soccorso di Baggiovara in codice di massima gravità. In questa situazione a lieto fine si può evincere come il sinergico lavoro di squadra, partendo dal territorio con le manovre rianimatorie e di stabilizzazione del paziente per poi proseguire in ospedale, che vede mettere in
“Il medico rianimatore – ha aggiunto la dottoressa Elisabetta Bertellini, direttore della Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile - è intervenuto in Pronto Soccorso su un quadro severo di emorragia interna causato da una rara patologia vascolare. La condizione clinica, da subito estremamente critica e refrattaria ai trattamenti rianimatori, è deteriorata rapidamente fino all'arresto cardiaco. Pertanto, è stata attuata in Pronto Soccorso una manovra salvavita per arrestare l'emorragia, attraverso l'inserimento di un particolare device in aorta toracica. Questa procedura ha consentito la ripresa dell'attività cardiocircolatoria e di conseguenza la possibilità di condurre il paziente in sala operatoria dove l'operato del medico anestesista, attraverso una complessa e attenta gestione delle funzioni vitali con strumentazioni specifiche, è stata fondamentale per la sopravvivenza del paziente e la riuscita del delicato intervento di riparazione del vaso. Dopo l'intervento il paziente è stato ricoverato in Terapia Intensiva, in condizioni critiche, dove ha necessitato di trattamenti intensivi avanzati e complessi, sostegno farmacologico del circolo, supporto respiratorio, sostituzione della funzione renale, che hanno progressivamente portato alla stabilizzazione del quadro clinico e al recupero delle funzioni d’organo compromesse”.


