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La lingua dei BOT

La lingua dei BOT

L'organizzazione del nostro tempo, del nostro lavoro e del nostro svago ha risentito della diffusione su larga scala di dispositivi sempre più evoluti


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Tutto sta cambiando molto velocemente e quello che fino a pochi decenni fa sembrava fantascienza oggi è entrato pienamente a far parte del nostro orizzonte quotidiano. L’organizzazione del nostro tempo, del nostro lavoro e del nostro svago ha risentito in modo evidente della diffusione su larga scala di dispositivi sempre più evoluti e sorprendenti, a prezzi relativamente popolari. Il decennio 2010-2020 è stato un periodo di grande innovazione tecnologica su diversi fronti.

Nella vita di tutti i giorni ci interfacciamo sempre di più con degli assistenti virtuali, con dei BOT(abbreviazione di “robot”), ovvero con dei software che sono capaci di svolgere i loro compiti in maniera autonoma, ricorrendo all’utilizzo degli stessi canali utilizzati da utenti in carne e ossa.

Gli studi sull’intelligenza artificiale e il machine learning hanno fatto passi da gigante. Nel 2017 era rimbalzata sui giornali di tutto il mondo la notizia che due bot sviluppati da Facebook, durante un esperimento avessero iniziato a parlare tra di loro una nuova lingua sconosciuta ai loro programmatori. C’è chi si è allarmato, chi ha immaginato uno scenario futuristico e inquietante alla 2001: Odissea nello Spazio. Nulla di più lontano dalla realtà, gli esperti hanno subito ridimensionato l’accaduto, si è trattato di un imprevisto tecnico senza alcuna conseguenza, tutto è stato subito ripristinato facilmente.

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Facebook da tempo sta lavorando allo sviluppo di bot capaci di dialogare con degli esseri umani attraverso chat in modo realistico e partecipato. Col tempo questi software imparano a conoscere il loro interlocutore, apprendono da lui il suo stesso linguaggio, sviluppando un’espressività sempre più umana e personale.

Tantissimi sono i software che si vanno sviluppando in questo senso. Grandissimo è stato il successo di Replika, un’app che permette di creare un amico AI con il quale scrivere e conversare. L’app è stata realizzatada Luka, una startup di San Francisco, su idea Eugenia Kuyda. Ad ispirarla è stata la serie distopica Black Mirror, che in una delle sue puntate ha portato sullo schermo la possibilità di replicare una persona venuta a mancare ricostruendo la sua personalità partendo dall’analisi e dalla rielaborazione del suo linguaggio. Replika crea un rapporto emotivo con il suo user, tanto da fornirgli supporto psicologico, persino durante crisi o attacchi di panico. Il software vuole creare un rapporto personale, intimo e privilegiato con il suo utente attraverso il linguaggio. Il pensiero va subitoal film “Her” di Spike Jonze (2013).

Inoltre, JPMorgan Chase ha firmato un accordo quinquennale con una start-up che ha sviluppato un software che utilizza l'intelligenza artificiale per scrivere testi pubblicitari, Persado. Sembra che i testi scritti da Persadosiano più efficaci di quelli scritti da copywriter in carne ed ossa. A breve probabilmente diventerà quasi impossibile distinguere il linguaggio di un essere umano da quello di un bot. Il fenomeno è inquietante? Potrebbe esserlo per certi aspetti, ma al momento questo tipo di tecnologia ha dimostrato numerosi benefici, specie per quanto riguarda l’assistenza clienti, la creazione di servizi sempre più personalizzati e di evoluzione dell’intrattenimento.

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