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La stanca liturgia dello street rave: se anche protesta e sballo diventano omologati

La stanca liturgia dello street rave: se anche protesta e sballo diventano omologati

Il corteo anarchico lungo i viali di Modena tra griffe, generatori inquinanti e scritte sui muri. Ma senza più slogan né megafoni, l’evento contro il sistema sempre più normalizzato


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C’era una volta la protesta, l’urto ideologico, il grido di rottura contro le istituzioni. Oggi, dello Street Parade di Modena, resta soprattutto una macchina organizzativa collaudata, scivolata ormai in una confortevole e paradossale normalizzazione. L'evento nato per sfidare il 'sistema' e orchestrato dal gruppo anarchico locale si è progressivamente trasformato in una liturgia stanca e ripetitiva, svuotata di qualsiasi reale spunto politico, anche trasversale. Un rituale che si ripete identico a se stesso, omologato nei fatti e privo di quella spinta antisistema che un tempo ne costituiva l'anima.
Il bilancio della giornata parla di 4-5 mila giovani, moltissimi arrivati da fuori provincia, che hanno invaso in modo controllato e programmato il percorso definito lungo i viali della città con partenza parco Novi sad e arrivo al parco Ferrari. Gli effetti sulla città sono stati quelli di sempre, a partire dai pesanti disagi sulla mobilità e sulla sosta e con effetti importanti sul fronte dell'inquinamento: la circolazione stradale è rimasta paralizzata lungo l'intero perimetro del centro storico, con i divieti di sosta scattati già dalle prime ore della mattina che hanno blindato i viali cittadini e hanno deviato la circolazione dei mezzi pubblici.
A sfilare, un serpentone di oltre un chilometro composto da numerosi mezzi pesanti allestiti con potenti impianti audio e veri e propri servizi bar a bordo.
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Ma a colpire, quest'anno, è stata l'assoluta assenza di cartelli, striscioni, messaggi verbali. Spariti i cori, spenti i megafoni, volatilizzati i cartelloni di attacco e gli slogan contro il governo che avevano caratterizzato le passate edizioni. Tutto il potenziale antagonista è rimasto sintetizzato in un unico, blando striscione d'apertura Crisi climatica, meno governi, più autogestione'. Un contenuto minimo, quasi un passaggio burocratico per giustificare la parata.
Ad emergere è stato semmai un corto circuito nel messaggio principale è legato all'ambiente. Il tema del rispetto della natura e del clima pur non urlato, aleggiava visivamente nella scenografia, rappresentato da camion interamente ricoperti di fronde e foglie verdi. Un messaggio green naufragato però nel paradosso di un lunghissimo corteo a passo d'uomo di mezzi pesanti, fortemente inquinanti di per sé, ma anche allestiti da una quantità industriale di generatori di corrente a benzina e gasolio, indispensabili per tenere accesi i maxi-impianti sonori e gli apparecchi refrigeranti dei bar mobili. Il risultato? Un impatto da inquinamento acustico che ha appesantito l'aria dei viali per ore. Il tutto In nome del Green e dell'ambientalismo.
Anche la composizione sociale del corteo racconta il superamento della vecchia estetica underground.
Accanto al consumo di alcol e hashish a bordo strada, anche quest'anno con particolare riferimento lungo il viale che costeggia il parco Ducale chiuso per l'occasione, a spiccare tra la folla sono stati capi d'abbigliamento ricercati, calzature Birkenstock e scarpe trandy in pelle di grandi marche. Un contrasto evidente con l'atteggiamento di alcuni partecipanti che, in maniera nemmeno troppo celata, si vantavano di imbrattare i muri cittadini con le bombolette spray nel tratto di viale all'altezza della stazione ferroviaria. Qualche lieve malore un gestito direttamente da un furgone con il logo della cooperativa aliante, mezzo di supporto con acqua da distribuire e con un vano capiente tale da far sdraiare chi n difficoltà.
A dispetto dell'apparente ribellione, tutto si è svolto secondo un copione rigidamente scritto e preordinato. I ritmi del corteo, le numerose pause e la gestione dei blocchi da un punto all'altro del percorso stradale erano stati concordati nei minimi dettagli con le autorità. Una precisione che ha tolto ogni residua traccia di spontaneità, rendendo la marcia a tratti addirittura stanca e stantia, quasi annoiata da uno schema trito e ritrito.
Il lungo corteo si è avviato verso la conclusione intorno alle 17:30, quando la parata ha imboccato l'ultimo tratto lungo via Emilia Ovest.
La destinazione finale, come da programma, è stato il parco Ferrari, l'approdo designato ad ospitare la festa e la musica elettronica fino a notte inoltrata. La musica continua a pompare dai carri, ma la sensazione rimasta sui viali modenesi è quella di un evento che ha smarrito la sua carica di rottura, assorbito e normalizzato dalle stesse dinamiche cittadine che pretendeva di contestare.

L'impegno della polizia locale: 94 unità di personale impegnate

La gestione della Street Parade di oggi ha richiesto un importante impegno organizzativo e operativo da parte della Polizia Locale, con il coinvolgimento complessivo di 92 tra agenti e ufficiali, impegnati nelle diverse fasi dell’evento al fine di garantire il corretto svolgimento della manifestazione. Lo ha specificato il comune di Modena nel pomeriggio.
Oltre alle fasi preparatorie, precedenti l'evento, uomini e donne della Locale hanno infatti garantito che il percorso fosse sgombro da auto (24 le rimozioni effettuate), presidiato le aree interessate e gestito la viabilità per garantire la sicurezza dei partecipanti e, al contempo, la mobilità cittadina.
L’impegno della Polizia Locale proseguirà anche questa sera con il presidio delle aree del Parco Ferrari, a tutela della sicurezza dei partecipanti e della mobilità nella zona.

Nella foto il passaggio di uno dei mezzi del corteo in piazzale Natali bruni, manifestanti che imbrattano il muro di un edificio all'altezza della stazione ferroviaria, e il furgone per il supporto con acqua utilizzato anche per far sdraiare e manifestanti in difficoltà
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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