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Morte senza tetto, l'Assessore: 'Dalla Sacca nessuna segnalazione', ma i cittadini mostrano il contrario

Morte senza tetto, l'Assessore: 'Dalla Sacca nessuna segnalazione', ma i cittadini mostrano il contrario

La presenza di giacigli e bivacchi sulla terrazza del centro commerciale era stata segnalata dai residenti, ma nessuno era intervenuto. Qualcosa non ha funzionato. Ed emerge che Badre, il 45 enne morto al freddo, sarebbe tra i tanti invisibili e allo sbando usciti dal piano di assistenza invernale cessato l'11 marzo


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Da un lato i cittadini che già dal 16 marzo, con una chiamata alla Polizia Locale, e nei giorni successivi, avevano segnalato, preoccupati per il rischio al quale queste persone senza fissa dimora potevano andare incontro, la presenza di senza tetto che dormivano in giacigli improvvisati sulla terrazza del centro commerciale Sacca, dall'altro l'Assessore ai servizi sociali responsabile del piano di assistenza comunale ai senza tetto chiuso l'11 marzo, che dichiara che da quel luogo, in cui lunedì il 45enne marocchino Badre non si è più svegliato dopo una notte passata al freddo, non era arrivata alcuna segnalazione. Nessuna segnalazione. E specifica: Se l'avessimo avuta saremmo intervenuti'. 'Nessuna segnalazione' ribadisce l'Assessore ai servizi sociali pur nel momento in cui le ricordiamo le segnalazioni documentate anche da telefonate, dai cittadini. Incontriamo l'assessore nel momento di raccoglimento organizzato ieri sera, in memoria di quella persona fino a ieri senza nome. Un invisibile, reso visibile solo con la sua morte. Allora ci chiediamo e chiediamo: che cosa non ha funzionato? Come è possibile che una segnalazione di questo tipo documentata e inoltrata dai cittadini al Comune, attraverso la sua Polizia Locale, non arrivi a chi di dovere e, soprattutto, non porti a nessun intervento.
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Domande che inoltriamo a nostra volta al Comune, in attesa di risposta.

Domande che emergono anche parlando con alcuni operatori delle unità di strada, chiamati ad intervenire, direttamente o su segnalazione, per assistere i senza tetto e senza fissa dimora. Ieri sera, alla Sacca, nel momento di raccoglimento e di preghiera organizzato da cittadini e commercianti, c'erano anche loro. C'è chi conosceva Badre e in parte la sua storia. L'uomo deceduto nella notte tra domenica e lunedì faceva probabilmente parte dei circa 200 presi in carico dal servizio di assistenza invernale del Comune; un servizio che dall'11 marzo è cessato, lasciando senza assistenza e senza controllo persone che fino al giorno prima un assistenza e controllo li avevano ricevuti. Da un pasto caldo ad un letto all'assistenza sanitaria o, nel caso, anche psicologica, come nel caso di dipendenza. Ci segnalano che Badre sarebbe uno di questi, seguito anche dal Sert dell'Ausl di Modena.
Ma che, appunto, dall'11 marzo, con la fine del piano di assistenza, sarebbe stato lasciato nuovamente solo. Passaggi da verificare ma le date sembrano combaciare. La segnalazione di bivacchi abusivi e di presenze nottetempo nell'area del centro commerciale e sulla terrazza, inizia qualche giorno dopo.
Badre evidentemente non è solo. Si muove con altri connazionali. In quel luogo, anche nella notte in cui è morto, divideva il giaciglio di fortuna con un altro connazionale. Come lui, forse, attirato in quel posto, al primo piano del centro commerciale, dalla presenza di un centro di aggregazione frequentato soprattutto da stranieri di origine marocchina. Il luogo appare relativamente sicuro, anche se all'aperto per chi non ha luogo in cui andare. Riparato ai lati e alla vista dei più. Il 16 marzo i residenti documentano la presenza di un giaciglio usato da qualcue giorno.



I senza fissa dimora dormono su bancali, sollevati dal freddo pavimento della terrazza. Con cartoni al posto di materassi. Ma siamo pur sempre all'aperto. Le temperature del periodo, miti di giorno, continuano a crollare nella notte di poco sopra lo 0. Su di loro solo alcune coperte, cartoni, e alcune lamiere del cantiere che lì, su quella terrazza, possono costituire un riparo dal vento. L'unica fortuna è che non piove da settimane.
I residenti sono preoccupati per una lamiera instabile, appoggiata e usata come copertura. La foto viene scattata di giorno, ma documenta una presenza abituale durante la notte. Viene fotografata e inviata anche la lamiera.
Se cadesse potrebbe ferire chi ci dorme sotto. Ma la segnalazione cade nel vuoto. La presenza, stando a quanto dichiarato da chi qui ogni giorno solleva la serranda e che a quanto pare avrebbe offerto anche cibo, sarebbe stata segnalata anche due giorni prima della tragedia, direttamente ad alcuni agenti della Polizia Locale, in zona. Anche in occasione dell'iniziativa del quartiere, organizzata sabato pomeriggio, 19 marzo. Anche qui la segnalazione sembra cadere nel vuoto e, di fatto, non arrivare al Comune e all'assessorato ai servizi sociali. Nella notte tra domenica e lunedì la tragedia. L'uomo che nella notte ha condiviso il giaciglio con Badre si sveglia e si accorge che l'amico, al suo fianco, non respira. Lancia l'allarme ad alcuni operai che si apprestano a lavorare nel vicino cantiere, sullo stesso piano rialzato. Da qui la segnalazione ai commercianti e l'allarme ai soccorsi. Questa volta di Badre ci si accorge quando è troppo tardi. E' morto. Una morte, la sua, che forse si poteva evitare si chiedono i residenti ed i commercianti dalla Sacca. Una morte che fa chiedere ai tanti che per ricordare lui e gli invisibili che come lui, ai margini, non integrati, abbandonati dallo stesso sistema che fino all'11 marzo li aveva accolti, si sono ritrovati per una preghiera, che cosa non ha funzionato. E, sopratutto, quanti Badre ci sono in giro? E quanti come lui, potranno essere 'salvati'

Gianni Galeotti
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