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'Nidi e materne bollenti: situazione grave, tocca la sicurezza degli educatori e dei bambini'

'Nidi e materne bollenti: situazione grave, tocca la sicurezza degli educatori e dei bambini'

'Indispensabile un piano caldo, basta improvvisazione: subito sconto rette per le famiglie'


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“Temperature interne tra i 30 e i 35 gradi documentate dal personale. Sezioni e dormitori roventi, condizionatori rotti, bambini sudati che faticano a dormire, educatrici e insegnanti provate. Non sono stati pochi i cali di pressione registrati tra il personale. È una situazione di estrema complessità e gravità, tanto più perché riguarda bambini piccolissimi, utenti fragili che avrebbero bisogno del massimo livello di tutela”.

Così Sabrina Torricelli, segretaria Cisl Fp Emilia Centrale, e Mirko Manzini, Rsu e dirigente sindacale,intervengono dopo le segnalazioni raccolte nei servizi educativi comunali modenesi. “Siamo davanti a un evento meteo pesantissimo ma non imprevisto. La domanda è: come ci siamo preparati? Non adeguatamente. Nei nidi e nelle scuole d’infanzia non si può reggere affidandosi alla resistenza del personale e alla buona volontà delle famiglie. I giochi d’acqua usati per rinfrescare i bambini non possono diventare un piano caldo”.


Il quadro dai dati sul campo è pesantissimo. Al nido Edison il personale segnala 35 gradi: “Le pale è come non averle e i bimbi sono così sudati che sembra abbiano fatto la doccia. Non si respira nemmeno nelle camere”. Al nido Amendola 34 gradi; idem al Cividale, 34 gradi, con “maestre affaticate e bambini sudati che non dormono”.

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Al Pellico 30 gradi, pale solo nei dormitori e tre ventilatori arrivati dal 23 giugno. Al Vaciglio molto caldo nonostante le ventole. Al nido Barchetta le pale sono insufficienti e ora sono i genitori stessi che vogliono acquistare ventilatori. Al Villaggio Giardino e al Benedetto Marcello non risultano criticità particolari. Segnalazioni anche su Sagittario, Piazza e Pozzo, gestite dalla Fondazione Cresciamo. Al Sagittario e al Piazza le educatrici usano i pinguini consegnati per i centri estivi: senza questi strumenti anche qui ci sarebbero stati problemi. Al Pozzo la temperatura oscilla tra 30 e 32 gradi.


Anche nelle scuole d’infanzia la fotografia è tosta: alla Modena Est si registrano 33 gradi nel dormitorio, 32,2 nel salone; alla Simonazzi 32,5 gradi in sezione; alla Saliceto Panaro 31 gradi al piano terra, dove mancano le pale nel salone, e 33,5 nel dormitorio al primo piano. Alla Anderlini ci sono 33 gradi nonostante le pale funzionanti. Alla Tamburini 32,9 gradi nel salone con due ventole funzionanti. Alla Forghieri i condizionatori sono rotti: nella sezione 5 anni tutti fuori uso, nella sezione 4 anni solo alcuni funzionano, e i controlli manutentivi di giugno non hanno prodotto risultati. Alla Barchetta la cucina è senza ventole.

Alla Villaggio Giardino rilevati 31,5 gradi alle 13.15, mentre al pomeriggio si lavora normalmente con 33 gradi.


“Parliamo di salute, sicurezza, qualità educativa e dignità del lavoro. In Francia, davanti alle ondate di calore e all’emergenza, leggiamo che si è arrivati a modificare orari e organizzazione degli esami scolastici. Nell’immediato, a fronte di condizioni non sostenibili, chiediamo un ristoro sulle rette per le famiglie che portano a casa prima i bambini o rinunciano al servizio. E poi chiediamo all’Amministrazione di metterci subito al lavoro per un vero piano caldo, costruito con lavoratori, sindacati e famiglie. Non cerchiamo l’impossibile, ma procedure di tutela rapide e una road map per la climatizzazione negli edifici. Non possiamo accettare improvvisazioni pagate da bambini fragili e personale educativo costretti per ore in ambienti a 34 o 35 gradi. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con il Comune”, concludono Torricelli e Manzini.

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