Questa mattina a Modena si è tenuto un presidio all’interno del Policlinico insieme a Nicola Maria Russo della Uil fp e Alessandro De Nicola della Cgil fp (video)
'Pur apprezzando lo sforzo e l'impegno della Regione Emilia Romagna sulle politiche assunzionali messo in campo nel 2020 e parte del 2021, riteniamo grave l'indicazione data alle aziende sanitarie di bloccare in termini generali le assunzioni a seguito delle difficoltà legate al bilancio regionale - affermano i sindacati -. I bisogni delle persone non cessano all’improvviso e i servizi per funzionare hanno bisogno di professionisti che ci lavorino dentro. E subito, non possiamo aspettare mesi' - affermano i responsabili sindacali, rispondendo indirettamente alla proposta lanciata dall'Assessore regionale alla sanità Donini. Nel merito sono svariati i punti sui quali potrebbe incidere la garanzia di organici adeguati.
'Nuovo potenziamento dei centri vaccinali, riapertura di nuovi reparti covid, potenziamento dell’assistenza domiciliare e recupero delle liste di attesa sono questioni che interessano tanto i cittadini quanto i lavoratori a cui dare risposte aumentando le dotazioni organiche e valorizzando i professionisti. Per Ausl e Aou Modena, il blocco delle assunzioni significa arretrare di anni in termini di qualità dell’assistenza, già da settimane le aziende sanitarie stanno lasciando a casa decine di lavoratori interinali e a tempo determinato. Negli ospedali, nell’assistenza territoriale, nei punti vaccinali sono già tangibili le sofferenze dei professionisti in termini di aumento di stress e di sensibile peggioramento della qualità del servizio. Per questo riteniamo impensabile che oggi si blocchino le assunzioni e che si lascino a casa i lavoratori'
'Non accetteremo pertanto che nessun dipendente che abbia acquisito nel 2021 o che maturerà nel 2022 i requisiti per la stabilizzazione sia lasciato a casa e servono certezze adesso, aspettare il 18 gennaio come teorizza la Cisl Fp, ha lo stesso significato della frase “Adda passà ‘a nuttata !”. Alla Regione chiediamo di battere i pugni sul tavolo del Ministero della Salute e dell'Economia perché stanzi le risorse necessarie, non si può infatti accettare che la “straordinaria” situazione legata alla pandemia trovi risposta nel solo finanziamento “ordinario” da parte dello Stato.


