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Profughi a Modena, subito tesserino sanitario, ma nessun obbligo di vaccinazione e di green pass

Profughi a Modena, subito tesserino sanitario, ma nessun obbligo di vaccinazione e di green pass

I nuovi arrivati saranno sottoposti solo a tampone di ingresso, presso i centri attivati in ogni distretto sanitario della provincia di Modena


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'In accordo con la Prefettura l’Azienda USL di Modena ha attivato dei Punti di assistenza sanitaria per i profughi ucraini in ognuno dei sette Distretti della provincia. L’elenco completo dei Punti di accesso, con relativi numeri telefonici e orari, è disponibile sul nostro sito web nella pagina https://www.ausl.mo.it/emergenza-ucraina' 
A comunicarlo l'Ausl di Modena che specifica: 'Nei Punti di accesso i cittadini ucraini potranno ricevere il codice STP (Straniero temporaneamente presente) che garantisce la presa in carico da parte del Sistema sanitario nazionale e ha validità in tutto il Paese. I minori verranno iscritti al Servizio sanitario regionale e verrà loro assegnato un pediatra di libera scelta o un medico di medicina generale'

'Tutti i profughi saranno sottoposti a screening per la rilevazione del virus SARS-CoV-2 con l’esecuzione di tampone nasofaringeo antigenico o molecolare e sarà verificato il loro stato vaccinale per eseguire, eventualmente, la vaccinazione anti Covid con conseguente rilascio del Green Pass. In assenza di documentazione valida sullo stato vaccinale o su pregresse infezioni da Covid-19 si procederà a favorire la vaccinazione'. Tradotto in altri termini, dopo il tampone chi vorrà, e solo chi vorrà, sarà vaccinato e chi non si vaccinerà, viste le disposizioni del ministero della salute, confermate ieri dal sottosegretario Sileri, non sarà comunque soggetto, per il suo stato di rifugiato, all'obbligo del Green Pass.
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Acquisendo così in automatico, una corsia speciale scevra da obblighi rispetto a un qualsiasi cittadino italiano senza super green-pass. 

La conferma è arrivata ieri dal sottosegretario al ministero della Salute Sileri: 'Lo status di rifugiato - ha affermato - non prevede l'obbligo del super Green Pass, è chiaro che noi offriremo la vaccinazione ma quello che serve alle persone che giungono da noi ora è un abbraccio'. 
 
Tornando all'interno dei centri sanitari che garantiscono l'accoglienza dei profughi, l'Ausl specifica che se necessario gli operatori sanitari presenti nei Punti di accesso potranno attivare il servizio di mediazione linguistica per le persone che non parlano la lingua italiana o che non sono accompagnate da qualcuno che parla italiano. Si ricorda che al numero telefonico di ogni Distretto rispondono operatori che parlano esclusivamente la lingua italiana.
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