Da qualche tempo, infatti, le provette e i contenitori per gli esami di laboratorio per feci ed urine non vengono più distribuiti gratuitamente nelle farmacie ma occorre acquistarli, come annunciato da Federfarma. L'Ausl Modena, dal canto suo, ha diffuso un elenco di 45 sedi sanitarie dove è possibile ritirare gratuitamente le provette. 'Lo sforzo dell'Azienda sanitaria è innegabile - sottolinea la CGIL per voce del segretario provincia Alessandro De Nicola, e del segretario sindacato pensionato Spi Cgil Roberto Righi - ma le 45 sedi messe a disposizione per il ritiro gratuito sono comunque poca cosa rispetto alla rete delle circa 200 farmacie presenti in provincia.
Non ci è nota la ragione di questa importante modifica organizzativa, come sindacato abbiamo raccolto le segnalazioni di decine di cittadini, in tutti i distretti, che recandosi in farmacia si sono sentiti rispondere che le provette bisognava acquistarle; mentre gratuitamente potevano essere ritirate solo nelle sedi Ausl. Non va sottovalutato il disagio che si è creato per tanti anziani o malati cronici che nel corso dell'anno devono ricorrere a diverse analisi.
Sarebbe opportuno quindi un po' di chiarezza e sapere per quale ragione le provette non vengono più distribuite gratuitamente nelle farmacie. Perchè deve essere il cittadino, tra l'altro quello bisognoso di cure, a dover sempre pagare?'
Non tutti pagano per le provette, i cittadini che hanno l'esenzione la possono ritirare gratuitamente anche in farmacia. Ma chi non gode dell'esenzione e deve farsi prescrivere prestazioni di analisi per le quali occorre utilizzare la provetta per la raccolta dei campioni biologici può arrivare a sborsare fino a 36,15 euro di ticket per ricetta, a cui aggiungere il costo della o delle provette'.
Il sindacato entra poi nel merito anche del prezzo applicato alle provette, variabile inspiegabilmente anche con importanti differenze, da farmacia a farmacia. 'L'acquisto della provetta in farmacia, che da quanto abbiamo raccolto in base alle segnalazioni varia da 1 a 5 euro a provetta, diventa quindi non solo un'ulteriore costo che si aggiunge al ticket ma rischia di esporre i cittadini a speculazioni: infatti non si comprende per quale ragione il prezzo di provette che sembrano identiche vari in maniera così significativa.
Il sindacato quindi chiede di sospendere la nuova modalità di distribuzione delle provette e di convocare immediatamente un tavolo di confronto con le Aziende sanitarie.



