'Carta dei servizi 2026, maggiore qualità, maggiore efficienza, maggiore sostenibilità con il ricambio di oltre il 50% della flotta negli ultimi cinque anni (140 milioni investiti). Aumento dei chilometri percorsi, aumento delle corse effettuate e aumento dei passeggeri trasportati “per un servizio pubblico essenziale orientato alla comunità e al miglioramento continuo”. Da ieri poi, abbiamo appreso, anche maggiori risorse, perché l’aumento delle tariffe deliberato sui tre bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, ovviamente genererà di conseguenza ricavi maggiori. Seta perciò continuerà a puntare su queste peculiarità e su questi numeri perché ogni “passo avanti nel trasporto pubblico è un passo avanti per il territorio e per le persone che lo vivono”. Questo abbiamo letto recentemente sulla stampa locale. Ma c’è un tragico assente in tutto questo, un elefante nella stanza potremmo dire, che continua a non essere messo al centro di ogni discussione relativa a Seta e al trasporto pubblico e che ancora una volta non abbiamo ritrovato nelle dichiarazioni apparse in questi giorni. Ci riferiamo al “fattore lavoro”, ai lavoratori e alle lavoratrici che questi risultati consentono con la loro attività e la loro professionalità quotidianamente.
Che sono spesso sottoposti a condizioni di lavoro e turni eccessivi, anche in relazione al deficit strutturale di personale in un settore complesso e svuotato economicamente dal sottofinanziamento del Fondo Nazionale dei Trasporti. Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano rispetto e dignità'. Così le segreterie regionali Filt Cgil Uiltrasporti Uil Faisa Cisal Ugl Autoferro.'Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano attenzione da parte della dirigenza aziendale e degli enti soci proprietari, perché sono queste persone che mandano avanti il servizio, tra mille difficoltà e sacrifici, e garantiscono efficienza e qualità anche in un contesto di vessazioni e di rischi lavorativi aggravati rispetto al passato se pensiamo alle condizioni climatiche eccessive e gli stress termici a cui sono sottoposti gli operatori e gli autisti, nonché ovviamente ai rischi all’incolumità fisica dovuti alle molteplici aggressioni spesso salite agli onori della cronaca in questi anni. Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano un Contratto Unico che dia risposte e certezze economiche e normative. Migliore salario e migliori condizioni di lavoro. Questa è la priorità assoluta e tutti i soggetti, a partire dalla dirigenza aziendale fino ad arrivare agli enti proprietari, devono mettere in campo o reperire le risorse necessarie per dare risposta a lavoratori e lavoratrici. Non si può attendere ulteriormente.


