'Il Consiglio comunale ha preso atto del Piano economico finanziario 2026-2029 dei rifiuti: 42,8 milioni di euro per il 2026, +8,8% sull'anno precedente, il massimo consentito dalle regole ARERA, con ulteriori aumenti già programmati per il 2027 e il 2028. ModenaperModena è stata l'unica forza politica a votare contro. Ed è stata anche l'unica a presentare una mozione per verificare, prima del voto, se gli aumenti si potessero evitare o ridurre. La nostra mozione chiedeva una cosa semplice: prima di approvare nuovi rincari, riferire alle Commissioni Seta e Risorse - impegno per impegno, con una relazione scritta - lo stato di attuazione della mozione n. 47/2025, votata dalla stessa maggioranza il 30 giugno 2025 insieme alla tariffa puntuale: analisi dei costi del servizio con benchmarking, piano contro la morosità (all'8% contro il 2% previsto dal contratto), lotta all'evasione, criteri premianti per i cittadini virtuosi. Quella mozione imponeva di 'riferire al Consiglio entro sei mesi': il termine è scaduto il 30 dicembre 2025 e la rendicontazione non è mai arrivata'.
A parlare è il consigliere Maria Grazia Modena.
'Nel frattempo la commissione sul PEF è stata convocata il venerdì sera alle 17:45, con il voto in aula il lunedì alle 15: in mezzo, soltanto un fine settimana.
Sono questi i 'tempi congrui' che la stessa delibera istitutiva della tariffa puntuale prescrive? La maggioranza ha respinto la mozione e ha scelto di approvare al buio. C'è di più. Questa storia comincia nel 2024, quando all'inizio della consiliatura proponemmo di ascoltare in commissione consiliare gli esperti di Alea Ambiente, la società in house del Comune di Forlì e dei Comuni del comprensorio forlivese che, con il porta a porta integrale e una tariffa puntuale vera, ottiene risultati di riciclo superiori. Quell'audizione non c'è mai stata, e si è tornati sic et simpliciter ai cassonetti: che sono il modo migliore per far funzionare l'inceneritore come se non ci fosse un domani. Non lo diciamo solo noi: le organizzazioni locali di WWF e Legambiente, le due maggiori associazioni ambientaliste d'Italia, hanno rilevato le gravi criticità del ritorno ai cassonetti, a partire dal forte rallentamento dell'economia circolare - continua la Modena -. Il sindaco risponde che i cassonetti pesano 'solo' il 2% del PEF, ma ammette 13 milioni di euro di servizi integrativi. E il punto non è solo contabile: è la direzione. Meno controllo sui conferimenti significa, nel tempo, più indifferenziato da bruciare e meno materia recuperata.Ora la parola passa alla Giunta, che entro il 31 luglio fisserà le tariffe 2026 promettendo di 'mitigarne gli effetti': giudicheremo dalle bollette, non dalle promesse. E continueremo a pretendere ciò che abbiamo chiesto con la mozione: che di ogni impegno votato si renda conto al Consiglio, prima di chiedere altri soldi ai modenesi'.


