Il conto alla rovescia è ormai arrivato agli ultimi giorni. Il 24 luglio scadrà il contratto del primo dei cinque lavoratori precari della Biblioteca Delfini per i quali la Cisl Fp Emilia Centrale chiede da mesi una prospettiva di stabilizzazione. Nei mesi a venire anche gli altri quattro contratti arriveranno progressivamente a scadenza.
Dopo la diffida al Comune, la mobilitazione, la raccolta firme e gli incontri in Prefettura, ora sono gli stessi dipendenti della Biblioteca a prendere la parola. In una lettera raccontano ciò che rischia di andare perduto: posti di lavoro, competenze, relazioni e continuità costruite negli anni.
'Il 24 luglio non scadrà soltanto un contratto - così recita la lettera -. Quel giorno, dopo tre anni di impegno, passione e professionalità, uno dei cinque bibliotecari precari della Biblioteca Delfini sarà costretto a lasciare il proprio posto. In biblioteca un countdown segna l'avvicinarsi di quella data. Ma non è un semplice conto alla rovescia: è il tempo che ci separa da una perdita che riguarda tutti. Dietro quel contratto c'è una persona, una storia, una vita costruita con dedizione al servizio della comunità. C'è chi ogni giorno accoglie i cittadini, consiglia un libro, ascolta un bisogno, organizza attività culturali, cura il patrimonio della biblioteca e contribuisce a far vivere uno dei luoghi più importanti della città.
La sua uscita non significherà soltanto una persona in meno al lavoro. Significherà meno cultura, meno relazioni, meno qualità nei servizi. Significherà spezzare un gruppo che, dopo anni di formazione e sacrifici, aveva finalmente raggiunto equilibrio, competenza e affiatamento. E purtroppo questo è solo l'inizio. Nei prossimi mesi gli altri quattro lavoratori precari seguiranno la stessa sorte. Cinque professionisti formati, cinque persone che hanno scelto di credere nella Biblioteca Delfini e nel valore del servizio pubblico rischiano di essere cancellati con la scadenza di un contratto. La Biblioteca Delfini non è soltanto un edificio pieno di libri. È un luogo di incontro, di crescita, di inclusione, un presidio culturale e sociale che appartiene a tutta la città. Ogni scelta che ne impoverisce le competenze impoverisce anche la comunità che la vive ogni giorno'.'Il lavoro culturale - chiosano i dipendenti della Biblioteca - si costruisce con la presenza, la competenza, le persone che, nei diversi ruoli, interagiscono e costruiscono relazioni che si nutrono di continuità nella quotidianità. Per questo chiediamo che questi lavoratori non vengano lasciati soli e che il Comune si assuma la responsabilità di garantire il futuro della Biblioteca e di chi, con passione e competenza, la rende un patrimonio di tutti'.
'Il nostro lavoro di tutela prosegue con forza e non si fermerà - aggiungono Sabrina Torricelli, segretaria della Cisl Fp Emilia Centrale, e Mirko Manzini, Rsu e dirigente sindacale -. Continueremo a essere impegnati per non disperdere il patrimonio di valori e competenze costruito in questi anni dai lavoratori della Delfini'.



