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Mezzo milione dal Comune per l'edificio moschea in via delle Suore: scintille in Consiglio

Mezzo milione dal Comune per l'edificio moschea in via delle Suore: scintille in Consiglio

La spesa prevista dalla variazione di bilancio per l'immobile riporta alla ribalta la concessione alla comunità islamica prorogata di 30 anni dall'ex sindaco Muzzarelli. Rossini: 'Regalo alla comunità islamica in cambio di voti'. Manicardi (PD): 'Per ora la scadenza rimane 2033'


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Degli oltre 7 milioni di euro previsti dalla variazione di bilancio approvata dal consiglio comunale di Modena nella seduta del 20 luglio, 474 saranno destinati alla ristrutturazione dell’immobile comunale di via delle Suore oggi concesso alla comunità islamica che lo gestisce e lo utilizza come moschea di carattere provinciale. Un intervento evidenziato, insieme agli altri della variazione, dal consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Manicardi. Nel merito il consigliere ha ricordato, parlando dell'immobile ad uso moschea e di proprietà comunale, la scadenza della concessione alla comunità islamica al 2033. Anno che non coinciderebbe con quello della proroga di altri 30 anni prevista dall'accordo sottoscritto a due giorni dalle elezioni dall'ex sindaco Giancarlo Muzzarelli. Un atto che accese allora, e soprattutto nel dopo elezioni che portarono alla vittoria di Massimo Mezzetti, la polemica politica. Una polemica riaccesa sul punto nel Consiglio Comunale di ieri.

Nel suo intervento, Manicardi ha difeso la scelta dell’amministrazione di spendere altri 470 mila euro per l'immobile trasformato da anni in grande moschea alla stregua di quanto succede per la manutenzione di altri immobili pubblici e, per esempio, con le chiese, sottolineando appunto che l’investimento riguarda un bene pubblico.
'Non è un finanziamento diretto all’associazione che oggi lo abita, ma un investimento su un immobile del Comune, come tanti si fanno.
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Quando scadrà il diritto a stare lì, se non erro nel 2033, dovrà essere sottoposto al nuovo regolamento delle concessioni'.

'La scadenza non è 2033 ma 2063. Muzzarelli firmò la proroga per avere voti” - corregge e tuona subito Elisa Rossini dai banchi di Fratelli d'Italia. una volta avuta la parola. 'Mi assumo tutta la responsabilità di quanto dico' - afferma poi rivolgendosi al Presidente.
'Il sindaco Muzzarelli ha sottoscritto un protocollo con precisi obblighi giuridici che prevede la scadenza non nel 2033, ma nel 2063, in barba a questo Consiglio comunale'. Da qui il rilancio di una accusa politica forte: 'Bisognava procurarsi i voti della comunità islamica. Quel protocollo è stato firmato il 4 giugno perché così l’8 e il 9 giugno la comunità islamica sapeva che aveva un documento. Oggi dite che non vale niente: li avete anche imbrogliati'. Poi, da parte del consigliere che autonomamente aveva deciso di ricorrere al Tar contro l'atto dell'ex sindaco che avrebbe bypassato le prerogative del consiglio comunale, l'accusa di 'voto di scambio. 'Quello è stato voto di scambio.
Il sindaco è andato a firmare un protocollo per avere i voti della comunità islamica'.

Un’affermazione che ha provocato la reazione del Presidente del Consiglio e ha segnato il punto più alto dello scontro politico. Del resto il tema politico c'è tutto, anche il relazione alla variazione di bilancio. Un investimento da quasi mezzo milione da parte del comune per un immobile di proprietà pubblica assume un valore diverso nel momento in cui quell'immobile pubblico è vincolato per decenni, e senza un bando pubblico per la concessione, ad un soggetto privato anche a prescindere dal fatto, comunque non indifferente anche in termini urbanistici, dell'utilizzo fattuale a luogo di culto. Incuriositi dalla discrepanza tra la scadenza ricordata dal Consigliere Manicarsi e quella a 30 anni più avanti prevista dall'accordo per la proroga firmato da Muzzarelli con la comunità islamica a due giorni dalle elezioni, e ricordato dal Consigliere Rossini abbiamo chiesto lumi allo stesso Manicardi.

'Il 2033 è effettivamente il termine della concessione sottoscritta nel 2021. Ad oggi è l’unica scadenza vigente e che conta'. Manicardi distingue nettamente tra concessione e protocollo d’intesa. 'Il protocollo riguarda un accordo di natura diversa: disciplina l’eventuale investimento da parte dell’Associazione di Cultura Islamica, quantificato in circa 2 milioni di euro.
Solo qualora tale investimento venga realizzato si attiverebbe il meccanismo che consente un aggiornamento dei termini della concessione. Se l’investimento non verrà realizzato, alla scadenza del 2033 si applicherà il nuovo Regolamento per le concessioni patrimoniali, con assegnazione tramite bando pubblico. Il Comune ha deciso di investire su un proprio immobile, valorizzando il patrimonio pubblico indipendentemente dal fatto che la comunità realizzi o meno l’investimento previsto dal protocollo'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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