Andrea Mazzi ha ricordato il doppio passagio di sistemi di raccolta diversi, prima porta a porta poi cassonetti, definendolo “un lavorare e un pagare”, richiamando i dati presentati da Atersir in Commissione Risorse dal quale emerge un aumento che sarebbe, spalmato su più anni, di oltre il 18%. 'Tra il 2025 e il 2026 il costo complessivo del servizio di raccolta rifiuti cresce del 18,1%, un incremento che, per i vincoli imposti da Arera, si tradurrà comunque in un aumento dell’8,8% della tariffa 2026, con ulteriori rincari inevitabili negli anni successivi. Una parte dei maggiori costi, ha riconosciuto, deriva da fattori generali del settore, come il rinnovo dei contratti delle cooperative sociali e l’aumento dei costi energetici. Ma a Modena, ha sottolineato, pesa soprattutto il doppio cambio di sistema di raccolta deciso dal Comune: 3,1 milioni di euro nel 2026 per il ritorno ai cassonetti per carta e plastica, 4 milioni già spesi per il passaggio precedente al porta a porta, e quasi 8 milioni complessivi che i cittadini si ritrovano oggi in tariffa per modifiche introdotte e poi revocate'.
Secondo Mazzi, la scelta del 2022 di estendere il porta a porta a tutta la città – poi ritirata dopo la protesta dei cittadini – ha generato costi enormi che ora ricadono sulle bollette. Cambiare sistema significa riprogettare percorsi, sostituire automezzi, riorganizzare il personale: operazioni che, ripetute due volte in pochi anni, hanno moltiplicato la spesa. La minoranza, ha concluso, può almeno “fare un’operazione verità”, perché il Consiglio è chiamato solo a prendere atto di un piano già approvato altrove.
Giovanni Bertoldi, capogruppo della Lega, ha definito l’aumento “intollerabile” e ha guidato l’uscita dall’aula dei consiglieri del centrodestra. Per lui, il sistema dei rifiuti modenese si è deteriorato: un gestore “sempre più orientato al profitto”, un Comune “passivo”, un Consiglio ridotto a ratificare decisioni prese in organismi regionali “burocratici e lontani dalla realtà”. Ha criticato la mancata convocazione di una nuova Commissione richiesta dalla minoranza e contestato la narrazione di Atersir, che ha definito il servizio dei gestori “un modello di assoluta eccellenza”.
Bertoldi ha portato esempi concreti, come i tronchi e le ramaglie rimasti per giorni sui marciapiedi dopo il temporale della settimana precedente, e ha denunciato la scarsa trasparenza sull’inceneritore, che brucia rifiuti anche da fuori territorio.


