La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento di Polizia nel quartiere Pilastro, continua a scuotere Bologna e a generare un confronto politico sempre più serrato. La decisione del sindaco Matteo Lepore di convocare un presidio in piazza Nettuno ha infatti aperto una frattura evidente tra Partito Democratico e Forza Italia, che interpretano in modo opposto il ruolo delle istituzioni in un momento di forte sensibilità pubblica.
Il Pd, attraverso la nota firmata dal segretario regionale Paolo Calvano e Alice Parma, Capogruppo e Vicecapogruppo in assemblea legislativa, ha espresso cordoglio per la morte dell’uomo e ha ribadito la necessità di fare “piena luce” sulle circostanze dell’intervento. I due esponenti democratici hanno confermato la partecipazione al presidio promosso dal sindaco, definendolo un gesto di vicinanza alla famiglia e alla comunità, oltre che un modo per condividere lo sgomento e chiedere trasparenza. Per il Pd, la presenza in piazza non rappresenta una pressione sulle indagini, ma un atto istituzionale di ascolto e responsabilità.
Di tutt’altro avviso Valentina Castaldini, consigliere regionale di Forza Italia, che critica duramente la scelta del sindaco. Secondo Castaldini, convocare una piazza prima degli esiti dell’autopsia e degli accertamenti significa “aver già emesso una sentenza definitiva”, rischiando di alimentare tensioni in una città già scossa. La consigliera sostiene che il compito del sindaco sarebbe quello di tenere insieme la comunità e attendere con prudenza il lavoro della magistratura, non di promuovere mobilitazioni che potrebbero generare ulteriori criticità nella gestione dell’ordine pubblico.

