Dunque, personalmente solo nelle comiche avevo visto un tizio approvare un provvedimento il lunedì e lo stesso tizio guidare la protesta contro quel provvedimento il venerdì. Che dire? Ci troviamo di fronte a un caso patologico? Oppure è il solito 'miracolo' della memoria... selettiva? Si, avete ragione: in fondo è la stessa cosa. Insomma, quando si vota nessuno ricorda; quando, ahinoi, arrivano le bollette, tutti scoprono all'improvviso di essere dalla nostra parte, quella dei cittadini. È sconsolante vedere come la politica moderna non governi più le decisioni, ma le reazioni: prima alza la mano, poi alza la voce; prima firma, poi, indignata, chiede di 'fare chiarezza'.
Cioè... No, davvero: da vignettista non ho paura di dirlo, ma il problema è che, a questo punto, il lavoro sporco non lo fa più il vignettista: basta raccontare i fatti, dove è oramai un eterno teatrino con il protagonista che interpreta contemporaneamente il colpevole, il testimone, il soccorritore... e perfino il ribelle. La scena è surreale: il piromane corre con la pompa dei pompieri, mentre i cittadini lo applaudono perché, in fondo, qualcuno l'acqua la sta pur portando; epperò peccato che l'odore di benzina sia ancora nell'aria.
Se davvero gli aumenti erano inevitabili allora, cari amministratori abbiate almeno il coraggio di rivendicarli e di spiegarli, ma se erano sbagliati, perché approvarli? L'indignazione è una cosa seria, dico non può diventare l'ultimo reparto dell'ufficio marketing. Perché, vedete, cari amministratori, il cittadino può anche dimenticare una promessa, ma difficilmente dimentica una bolletta e quando vede chi ieri votava e oggi protesta, il dubbio gli viene: eccome se gli viene! Anzi, a quel punto il dubbio lascia il posto a una domanda molto più semplice: ma il pompiere... dov'era quando qualcuno accendeva il fiammifero?Paride Puglia


